Arte e territorio come non si sono mai visti: conosciamo il progetto Broilo, mangiare con le mani

Ci troviamo in Val di Non e all’interno del Bando generazioni edizione 2020.

Parliamo in particolare di “Broilo – Mangiare con le mani”, il progetto proposto dal collettivo UTEMAA (formato da Angelica Stimpfl, Claudia Polizzi e Luca Marignoni) con la collaborazione di Stefano Riba.

Abbiamo intervistato Angelica, libraia ed educatrice a Rovereto che, sia per le sue esperienze fuori dal territorio, sia per la sua natura così vitale, ha sempre sentito l’esigenza di trovare un modo non solo di conoscere viaggiando, ma anche di portare lì, dove abita a Vervò, le influenze, le idee e l’arte presente in altri luoghi. Contaminazione del territorio e contaminazione soprattutto delle persone che, attraverso l’arte, creano un ponte tra culture e soprattutto imparano molto le une dalle altre.

Pensiamo a quanta ricchezza culturale ci sia per esempio nell’antico binomio artigiano – artista: esperienze che portano valore e che questo progetto punta a far rivivere.

Angelica, andiamo più nello specifico, in cosa consiste esattamente Broilo?

Nell’ottica di valorizzare il territorio e di proporre appunto uno scambio reciproco, abbiamo invitato tre artisti, per fare insieme a loro e alle persone del paese, dei laboratori, nell’arco di un’intera settimana. All’artista si chiede di interpretare il territorio attraverso i suoi occhi, mentre contemporaneamente respira la natura, gli usi e i costumi qui presenti. Fino ad ora è stato possibile fare solamente uno di questi incontri, a causa del covid. L’artista che avevamo invitato è Ruggge, Ruggero Asnago. Lui proviene da Milano e l’estate scorsa ha esplorato Vervò, alla ricerca di personaggi, leggende e tradizioni collegate alla vita rurale nonesa. Lo scopo era trovare, catalogare e collezionare elementi, per comporre infine una sorta di cartografia visiva del territorio. Il laboratorio è poi stato realizzato, esplorando insieme la tecnica della serigrafia (qui alcune foto). Sono stati fatti 2 laboratori al giorno con un massimo di 5 persone, coniugando l’arte con le letture di antiche storie popolari della Val di Non. Ha partecipato inoltre anche Elisabetta Rattalino, docente e ricercatrice presso la Facoltà di Design e Arte della Libera Università di Bolzano, facendo un’introduzione sulla cultura materiale.

E poi, non abbiamo ancora svelato l’origine del nome “Broilo”…

Nel dialetto noneso è il giardino adiacente alla casa, quello con il piccolo orto dove si prendono frutta e verdura per la giornata. “Mangiare con le mani” riporta al binomio artigiano – artista, due figure che vivono e quindi si procurano il cibo grazie al lavoro delle loro mani.

Grazie a Broilo, impariamo insomma che la territorialità non è sinonimo di paralisi, anzi. Tutte le comunità, piccole e grandi, ma in questo caso specialmente quelle piccole, devono continuare a vivacizzare la propria cultura, sia facendo uscire le proprie idee, sia facendone entrare di nuove.

Attendiamo quindi con trepidazione i prossimi due incontri del progetto.

Cultura
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sabato 18 Settembre 2021