Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Alex e Emma e il potere del processo creativo

Alex e Emma, regia di Rob Reiner, è un film del 2003 interpretato da Luke Wilson e Kate Hudson. La trama vede come protagonista uno scrittore talentuoso intento alla stesura del suo secondo romanzo, dalla realizzazione del quale dipende la sua stessa vita: ha infatti contratto un debito con un gruppo malavitoso, in seguito ad un’ingente perdita di denaro alle corse dei cavalli.

In piena crisi creativa, senza più un computer – che gli è stato distrutto come stimolo dai suddetti criminali – per poter completare il lavoro nel mese accordatogli per evitare di essere defenestrato dal balcone del suo appartamento posto all’ultimo piano di un grattacielo, ingaggerà una dattilografa.

Neanche a dirlo, il primo incontro tra i due è un completo disastro, finché Emma, incuriosita suo malgrado dall’intelletto e dalla dialettica dell’autore, non si impietosisce e accetta l’incarico. Ora resta da superare solo un ultimo, piccolissimo ostacolo: il blocco creativo. Durante tutta la prima seduta di dattilografia, Alex comincia a dettare, per poi fermarsi, stracciare tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento – non più di in un paio di frasi d’esordio alla storia perché “Tutti gli inizi migliori sono già stati presi!” – e ricominciare nuovamente da capo in un circolo vizioso. Nonostante l’apparente vicolo cieco, alla minaccia di Emma di andarsene e non tornare mai più, le parole sembrano improvvisamente fluire come un fiume in piena: “Adam Shipley non aveva rinunciato all’amore: l’arte era la sua amante”.

Mentre la trama narrata dalla voce di Alex inizia a delinearsi il regista immerge lo spettatore nei ruggenti anni Venti permeando la fotografia di una calda atmosfera color seppia. I personaggi che popolano il racconto sono trasposizioni immaginarie di persone realmente esistenti che ruotano intorno alla figura di Alex, protagonista della pellicola e del suo stesso prodotto creativo in un incastro tra cinema, letteratura, metacinema e metaletteratura.

Per il resto la trama contiene tutti gli spunti e i colpi di scena delle migliori commedie romantiche: dall’eroe impacciato ma a cui non si può non affezionarsi, al triangolo amoroso nel quale resta impigliato; dai giochi di potere dettati dal denaro ai sentimenti più puri e onesti; dalla donna crudele e opportunista in grado di affascinare e carpire il cuore della sua ignara vittima alla sua controparte positiva, la ragazza dolce e gentile che per lui prova un sentimento sincero ma non ricambiato.

In questo modo la storia d’amore che sta sbocciando tra gli Alex e Emma del presente inizia a germogliare anche tra i loro alter ego letterari, accompagnando lo spettatore a piccoli passi e a cambiamenti in corsa fino alla conclusione del romanzo e con esso del film. E seppure si possa prevedere un lieto fine, la trama così profondamente intrisa di processo creativo non può che coinvolgere e tenere avvinghiati perché, come afferma lo stesso Alex, “non so ancora come finirà, ma conosco i personaggi e sono loro a dirmi dove va la storia”.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

mercoledì 7 Dicembre 2022