Adriano Cataldo e il suo “Electro Montale”

Avete mai pensato di unire poesia e musica per rendere meglio il senso delle parole?
Adriano Cataldo ha pensato bene di associare la musica elettronica alla poesia di Eugenio Montale. Un progetto insolito che ci ha incuriositi, ed è per questo che lo abbiamo intervistato.

Parlaci un po’ di te…

«Sono cilentano, nato nel 1985 in un paese che non esiste più: la Germania Ovest. Vivo a Trento dal 2008, dove ho studiato Sociologia. Ho pubblicato su blog, riviste e collettanee di poesia contemporanea. Ho all’attivo una raccolta di poesie e due plaquette autoprodotte. Sono segretario dell’APS Trento Poetry Slam, curo il programma radiofonico “Il pubblico della poesia” su Sanbaradio e sono parte della redazione di Poesia del nostro tempo e del CDA dell’Università popolare del Cilento.»

Cos’è Electro Montale?

«È un progetto di diffusione della poesia montaliana attraverso la musica elettronica. Consiste finora di sette testi del poeta ligure (Incespicare, Poesia d’inappartenenza, Chissà se un giorno butteremo le maschere, Spesso il male di vivere ho incontrato, Meriggiare pallido e assorto, Non chiederci la parola e Ho sceso dandoti il braccio) letti da me e accompagnati da basi musicali di mia produzione.»

Com’è nata l’idea?

«Durante i mesi del confinamento causato dal covid-19, ho approfondito la relazione tra poesia e musica. Si tratta di un legame molto forte, consolidato nei secoli. Ho pensato di fare un omaggio a Montale, poeta molto conosciuto anche dai non esperti, e rendere al meglio la sua poetica mettendola in contrasto a una musica orecchiabile. Nei testi del poeta ligure è infatti molto forte l’idea del contrasto, che viene dagli oggetti del quotidiano e dal rapporto che gli esseri umani hanno con essi.»

Cosa vuoi portare con questo “progetto”?

«Mi interessava portare diverse innovazioni. Nella scena di poesia e musica, la maggior parte degli artisti rende in musica i propri testi. Io ho voluto musicare un autore che sarebbe difficilmente associabile a un progetto simile. Ho poi pensato di fare un progetto che potesse avvicinare i più giovani a un nuovo modo di intendere la poesia. Infine, dimostrare agli esperti di poesia che è possibile contaminare un linguaggio di alto livello.»

Perché associare poesia a musica elettronica?

«Come scritto prima, sono partito dalla poetica di Montale. Le sue parole sono disturbanti, descrivono il dramma del quotidiano vissuto attraverso la relazione con gli oggetti. In uno dei testi che ho musicato, Montale dice che le pupille offuscate permettono di vedere al meglio la realtà. Questo è quanto definisco poetica dei contrasti. Associare parole profonde a una musica orecchiabile, ballabile, rende al meglio questo contrasto.»

Dove si può ascoltare Electro Montale e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Tutti i brani sono ascoltabili gratuitamente a questo link. Esistono inoltre alcuni video su YouTube. In futuro spero di trovare qualcuno disposto a produrre un disco professionale per diffondere maggiormente il progetto.»

Cultura
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giovedì 25 Febbraio 2021