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Alzi la mano chi non è cresciuto con i cartoni animati giapponesi, gli anime*!
Il Giappone, terra dalla cultura estremamente rigida, li considera strumento per evadere, giocare con la mente e la fantasia nel rispetto di determinati valori: lo spirito di sacrificio, il senso dell’onore, il rispetto per genitori ed anziani. Chi non ricorda Mimì Ayuara, la pallavolista che per imparare a ricevere meglio si metteva delle catena ai polsi? O Julian Ross (del cartone animato di Holly e Benji) che, nonostante un serio difetto cardiaco, giocava a calcio pur di non abbandonare la sua squadra? O Kiss me Licia, che mai avrebbe disubbidito al papà Marrabbio? I cartoni animati di carattere sportivo e quelli di genere majokko − con protagoniste femminili lolite sexy ed innocenti − hanno preso piede in una seconda fase. La prima invece è stata caratterizzata dai robot. Ad esempio, Mazinga Z, impegnato nella lotta contro il Doctor Hell, nasce nel 1972 da un’idea di Go Nagai e costituisce la rappresentazione moderna degli antichi Samurai.
All’esposizione Giappone: dai Samurai a Mazinga, che si svolge presso la Casa dei Carraresi a Treviso, sono proprio i robot a costituire il fil rouge dell’intera mostra. Vi sono esposte opere di artisti come Hokusai e Hiroshige ed oggetti della vita quotidiana giapponese: kimoni, una stanza arredata per la cerimonia del tè, maschere del teatro Nō e tanto altro, per un totale di oltre 500 reperti. L’iniziativa è stata inaugurata lo scorso autunno e rimarrà aperta fino al 31 maggio.
Per chi è cresciuto/a negli anni ’80, la mostra è un’occasione unica per rivivere i cartoni animati della propria infanzia. Gli anime, oltre ad aver svolto una funzione di intrattenimento, hanno contribuito all’avvicinamento degli italiani alla cultura millenaria del Giappone. Con il tempo, infatti, abbiamo anche imparato ad apprezzarne la cucina, la moda, e l’architettura. Grazie alla mostra, i visitatori, sospesi tra passato imperiale ed anni ’80, acquisiscono nuove chiavi di lettura, scoprendo un mondo tanto antico quanto moderno, che ha fortemente influenzato anche i pittori dell’impressionismo (Monet) e dell’espressionismo (Van Gogh). Questi sono solo alcuni esempi di ciò che questa esposizione offre. Chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, rimarrà infatti sorpreso dalle numerose testimonianze dell’influenza giapponese sulla cultura occidentale. Scoprire il fascino di questo Paese, attraverso gli spunti offerti dalla mostra, non può che stimolare la voglia di partire…
*Anime (アニメ? /anime/), dall’abbreviazione di animēshon (traslitterazione giapponese della parola inglese animation, “animazione”), è un neologismo con cui in Giappone, a partire dalla fine degli anni settanta del XX secolo, si indicano l’animazione ed i film d’animazione (giapponesi e non), fino ad allora chiamati dōga eiga (動画 映画, film animato) o manga eiga (漫画 映画, film di fumetti), mentre in Occidente viene comunemente utilizzato per indicare le opere di animazione di produzione giapponese, comprese quelle precedenti l’esordio del lemma stesso. [da it.wikipedia.org]
Diversamente giovane. Due passioni: cantare e leggere. Tanto, di tutto, ma soprattutto fumetti.
Nella vita quello che faccio è: libera professionista nell’ambito della comunicazione e della formazione. In pratica parlo con un sacco di gente. Tutti i giorni, per motivi diversi. A volte poi mi imbatto in storie che proprio non posso non raccontare: e allora eccomi qui, un po' su UnderTrenta e un po' sul mio blog: creativitarandom.wordpress.com
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mercoledì 22 Marzo 2023