Visioni d’Europa: “Lavoro, diritti, equità. Questioni attuali e scenari futuri in UE”

Giovani e donne sono lasciati indietro, soffrono ogni crisi economica più degli uomini adulti e in Italia la loro situazione è, a tratti, drammatica. Questa è una delle problematiche di cui l’Unione Europea prova a farsi carico, nell’ottica di invertire questa tendenza. Questo è quanto emerso dalle parole di Barbara Poggio, docente di Sociologia del lavoro all’Università di Trento e relatrice del terzo webinar del ciclo “Visioni d’Europa 2020”,  che fa parte di un progetto – promosso dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e dall’ufficio Politiche giovanili del Comune di Trento – che mira a sensibilizzare la cittadinanza sui temi europei.

L’incontro online, a cui hanno assistito decine di persone di tutte le età, verteva sui temi del lavoro, dei diritti e dell’equità, riferiti in particolare a donne e giovani, identificate dalla professoressa Barbara Poggio come «due delle categorie sociali maggiormente penalizzate dal mercato del lavoro» e che si trovano, peraltro, in una «situazione esacerbata dall’emergenza Covid-19». Il problema è di grande attualità, specialmente in Italia. Lo si evince dai grafici proposti durante la presentazione, che delineano una situazione infelice per donne e giovani nella penisola. Tra i 27 Paesi membri, l’Italia è penultima per giovani occupati (20% sotto la media europea) e all’ultimo posto per divario tra giovani e anziani occupati. È penultima, davanti soltanto alla Grecia, anche per occupazione femminile (52,5%, ben lontano dalla media europea del 66,5%). E anche nella differenza tra occupati maschi e femmine, con un 20%, siamo secondi in negativo dietro solo a Malta.

L’Unione Europea è attiva da tempo per ridurre questi problemi. Quanto ai giovani, porta avanti progetti di crescita come l’Erasmus, o di effettivo sostegno all’occupazione giovanile come Garanzia Giovani, iniziativa rafforzata dalla Commissione Europea in seguito alla pandemia. Quanto ai diritti e alla parità dei sessi, questi «hanno radici profonde nell’UE, fin dal Trattato di Roma del 1957», come ricordato dalla professoressa Poggio. Ma va fatta ancora molta strada. Strada che sarà in salita, viste le crisi che ci stanno attraversando negli ultimi anni. «Le crisi, però – chiude Poggio –, hanno anche un’altra faccia: se ne può approfittare per una transizione che abbia al centro i principi di solidarietà e sostenibilità, mantenendo costante l’attenzione verso i diritti sociali e civili, verso le fragilità già presenti e che si sono aggravate. Bisogna lavorare per un benessere diffuso, che non lasci indietro nessuno, conciliando sostenibilità, innovazione ed equità». Insomma, i problemi non mancano, e c’è parecchia strada da fare, ma il futuro può essere migliore, se si lavora nella giusta direzione.

Il prossimo webinar del ciclo “Visioni d’Europa 2020”, tenuto dal professor Simone Penasa – assistente professore di Diritto costituzionale comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento –  si svolgerà martedì 29 settembre alle ore 17 e sarà intitolato “Alle porte dell’UE: migrazioni, istituzioni e diritti”.

Gabriel Marciano

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mercoledì 28 Ottobre 2020