Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Siamo Europa Festival: “Viaggio nell’universo delle fake news. La storia dell’uomo vista attraverso le più grandi menzogne di tutti i tempi”

Secondo l’enciclopedia Treccani una fake news è una “notizia falsa, termine entrato in uso nel primo decennio del XXI secolo per designare un’informazione in parte o del tutto non corrispondente al vero, divulgata intenzionalmente o non intenzionalmente attraverso il web, i media o le tecnologie digitali di comunicazione”.

E’ veramente un fenomeno la cui nascita va ricercata negli ultimi anni e da attribuire solamente all’avvento del mondo del digitale? Ce ne parla Pierpaolo Salino, della redazione di Pagella Politica, con la conferenza “Viaggio nell’universo delle fake news. La storia dell’uomo vista attraverso le più grandi menzogne di tutti i tempi ”.

Di certo la rivoluzione digitale degli ultimi anni ha fortemente modificato il nostro modo di accedere alle informazioni. Fino a vent’anni fa per avere accesso ad esse dovevamo dedicare tempo alla ricerca delle notizie che venivano offerte dalle agenzie di stampa. Oggi il panorama è un po’ mutato.

Grazie ad internet e a strumenti quali lo smartphone, ormai quasi un sostituto del PC, si può dire che sono le informazioni che arrivano a noi: infatti veniamo costantemente colpiti da contenuti che ci vengono inviati (da amici, conoscenti, piattaforme social…). Questa “infodemia”, cioè sovrabbondanza di informazioni rispetto ad un tal argomento, porta con sé anche la maggior difficoltà nel capire nello specifico da dove derivano queste notizie e soprattutto se sono attendibili o meno.

Se facciamo mente locale possiamo constatare che la fake news – o per meglio dire della disinformazione, come sostiene Margaret Sullivan del Washington Post– ha sempre costellato la storia dell’uomo. Basti pensare alle leggende, ai miti e alle culture popolari presenti nel bagaglio culturale di ognuno di noi.

Salino, per far comprendere meglio la situazione, porta come esempio la bufala per eccellenza dilagata negli Stati Uniti nel secolo scorso: la questione sull’invasione terrestre dei marziani  sollevata da Orson Wells nel 1938. Welles, col suo programma radiofonico “La guerra dei mondi”, mise in scena l’omonimo romanzo di fantascienza  di Herbert G. Wells (1897) in modo tale da far sembrare che stessero arrivando in radio una serie di breaking news delle agenzie di stampa.

La nuova tecnologia rappresentata dalla radio, il contesto storico dell’epoca, le nuove scoperte scientifiche che interessavano Marte e, infine, gli allarmanti titoli sulla vicenda comparsi sui  quotidiani nazionali americani l’indomani la messa in onda del programma, scatenarono il panico tra i radiospettatori, che non colsero subito il fatto che si trattasse di una finzione.

E’ giusto sottolineare che l’opinione pubblica di inizio ‘900 non era più condizionabile di quella del 2022. Il fenomeno della disinformazione non è nuovo e non riguarda solamente la sfera del digitale, ma sono semplicemente una serie di meccanismi che in vari modi si ripresentano nel corso della storia. Abbiamo sempre avuto questa difficoltà nell’interpretare i fenomeni e nel scegliere a cosa credere e a cosa no. Rispetto al passato, l’unica cosa nuova è l’enorme quantità e la velocità con cui i contenuti vengono condivisi.

Allora come difenderci, oggi più che allora, da questa disinformazione pressante e, allo stesso tempo, non diventare anche noi divulgatori di disinformazione? La parola chiave è conoscenza! La soluzione siamo noi, perché siamo noi che produciamo  disinformazione (volontariamente o meno). E’ il nostro comportamento quotidiano e l’attenzione con cui ci approcciamo ai contenuti veicolati dalla rete che è in grado di limitare la circolazione di fake news. Ogni singola persona è un produttore di contenuti che potenzialmente possono essere diffusi, perciò bisogna aver chiaro in mente che ogni singola informazione da noi prodotta e divulgata ha delle conseguenze, a volte positive ma a volte rischiano di andare a ledere altre persone. Conoscenza ed educazione mirata a far comprendere le potenzialità ed i rischi legati alla diffusione di informazioni: questa è la ricetta anti fake news.

Attualità
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

mercoledì 17 Aprile 2024