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Siamo Europa Festival: l’Europa in versi con l’Eurovision Poetry Slam

Nel sabato della finale dell’Eurovision, anche al Siamo Europa Festival si è voluto celebrare l’Unione Europea con una forma artistica: la poesia. L’Europa è stata infatti la protagonista di alcuni brani poetici declamati al Liber Cafè di Piazza Dante nel pomeriggio di sabato 14 maggio, grazie all’evento Eurovision Poetry Slam a cura dell’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento in collaborazione con l’associazione Trento Poetry Slam.

Una poetessa e tre poeti si sono sfidati in una gara di poesia in cui anche il pubblico è stato protagonista, grazie ai cinque giurati scelti nella platea che, lavagnetta alla mano, hanno espresso i loro voti sulle diverse performance, decretando il vincitore. Elisa Nicolussi, Adriano Cataldo, Andrea Fabiani e Davide Steccanella si sono alternati sul palco in due manche, declamando i loro versi a tema Europa.

Elisa ha trattato inizialmente il tema delle lingue straniere e della fuga di cervelli con la sua Entuschuldigen, Ich verstehe nicht, mentre con la sua Giuro che volevo una vita tranquilla, però ha messo in rilievo i problemi e le criticità odierne, dalle molestie all’odio di genere, dal razzismo al cambiamento climatico. Adriano ha ripreso con il primo brano il mito di Europa e della sua fuga, ricollegandolo a chi oggi si trova costretto a fuggire, mentre con la seconda poesia ha trattato il tema politico, muovendo una critica al pensiero impregnato di odio razziale e di genere riscontrabile in alcune fazioni. Anche Davide ha ripreso il mito di Europa con la sua Me Europa, che tratta della moltitudine e della diversità, mentre il suo primo brano proposto è stato un’opera allegra intitolata La libertà della farfallina, una riflessione su cosa significhi essere liberi. Andrea, invece, si è concentrato prima sulle migrazioni e con la sua Un giorno d’autunno ha ripercorso i momenti dell’infanzia in cui il nonno gli raccontava di chi si sposta altrove, poi sull’accoglienza, grazie al brano Al sicuro incentrato sulla costruzione di muri e sulla paura dell’altro.

Dopo questa prima parte di gara e i calcoli del notaio, la competizione è proseguita con uno spareggio tra Andrea e Davide. Il primo sfidante ha proposto un’opera di riflessione sul tempo che passa e sulla vecchiaia dal titolo La sera e la mattina, mentre il secondo ha voluto sottolineare alcuni problemi del nostro tempo con La rivoluzione. È Davide ad aver convinto maggiormente il pubblico e ad aver sfidato in finalissima Elisa. Il confronto intergenerazionale di Ci sei o ci fai della poetessa ha infine vinto contro Questa cosa qua, di Davide, incentrata sul razzismo e sulla dignità.

Il significato di tale evento è riassumibile nelle parole di Daniela Divan, in rappresentanza delle Politiche Giovanili del Comune di Trento, a cui abbiamo chiesto perché proprio un Poetry slam: «Perché è un’iniziativa che unisce cultura e piace ai giovani, oltre a sposarsi bene con il tema dell’Europa. Avevamo seguito l’associazione Trento Poetry Slam con il suo evento Poè del settembre scorso ed eravamo sicuri potesse essere qualcosa di bello. E lo è stato».

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mercoledì 17 Aprile 2024