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Pensiero in evoluzione 2024: il costo della crisi climatica con Serena Giacomin e Marco Cattaneo

Il bicchiere del Green Climate Fund è mezzo pieno o mezzo vuoto? L’istituto Alcide Degasperi di Borgo Valsugana riprende le serate di dibattito che coinvolgono i ragazzi come moderatori di scienziati, artisti e voci di riferimento della nostra contemporaneità.
Il ciclo di incontri, aperti a tutto il pubblico e gratuiti, inizia con un tema molto dibattuto e di cui ogni giorno si parla, non solo in televisione, ma anche a tavola con i parenti. Cosa c’è di vero sul cambiamento climatico?

Le persone più indicate per dircelo, con i numeri alla mano e la scienza dalla loro parte, sono Serena Giacomin e Marco Cattaneo, invitati a Borgo per il primo dei tanti incontri che anche nel 2024 ci accompagneranno grazie alle serate di “Pensiero in evoluzione”.

“Sono occasioni preziose per dare profondità ai temi più attuali” esordisce Serena Giacomin, fisica, climatologa, Presidente dell’Italian Climate Network e membro del World Metereological Organization. Nel 2021 riceve il premio DonnAmbiente proprio per il suo impegno nella divulgazione scientifica.

Marco Cattaneo, con lei sul palco, è direttore di alcune delle riviste più note del settore: “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American” e “Mind”, mensile di psicologia e neuroscienze. Dal 2010 dirige, inoltre, National Geographic Italia.

“Sarebbe importante prendere consapevolezza di questi problemi, per poter trovare insieme una soluzione” esclama Marco Cattaneo, dopo aver proiettato una serie di slide con studi e numeri che dimostrano inequivocabilmente un cambiamento radicale del clima. È così grave? I due relatori non hanno dubbi: sì. Ne stiamo già vivendo le conseguenze, perché, come spiegato da Giacomin, il cambiamento climatico si può quantificare anche sulla salute dell’uomo: problemi respiratori e cardiovascolari, infezioni, malnutrizione e malattie. La crisi è trasversale e ci sta già presentando il conto.

Quello che tutti possiamo fare, oltre che prendere coscienza del problema e riconoscere le fake news, affidandoci a fonti verificate e scientifiche, è fare pressione su chi deve concretamente prendere delle decisioni: la politica.

Gli schemi che i due studiosi mostrano parlano di una finanza climatica, ovvero degli investimenti necessari contro la crisi che risparmierebbero perdite economiche significative. Deloitte ha stimato cosa significherebbe, in termini economici, da qui al 2070, continuare a fare “business as usual”: costerebbe 178 trilioni, circa due anni di prodotto interno lordo globale.

Siamo davanti ad un bivio e sappiamo già, dicono i due studiosi, che cosa ci aspetta se non cambiamo direzione: non ci sarà, almeno per i prossimi anni, l’estinzione, non serve essere tragici più del dovuto, per prendere delle decisioni, ma da qui a venticinque anni ci saranno diverse terre emerse inabitabili, dove non ci si può coltivare nulla, come sta già succedendo ora.

Un esempio di questo è la guerra civile che sta andando avanti da dieci anni in Siria. È chiaro che non si può imputare al cambiamento climatico la colpa di un’intera guerra, però fa riflettere sapere che la guerra è stata provocata da una crisi idrica, sia per la scarsità d’acqua e per la crisi delle precipitazioni, sia a causa delle dighe costruite dalla confinante Turchia.

La serata è interamente visibile qui ed il prossimo appuntamento è con l’astrofisico Luca Perri il 15 marzo, presso l’Auditorium CineTeatro di Borgo Valsugana.

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mercoledì 21 Febbraio 2024