Giornate d’introspezione – Sara De Pascale

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“Andrà tutto bene”: questa la frase più letta e sentita, in questo periodo di quarantena. La si scrive sui social come hashtag e la si osserva sugli striscioni appesi ai balconi accanto a coloratissimi arcobaleni disegnati dai bimbi costretti a casa.

Un virus, quello del Covid19, che ha forzatamente fermato ognuno di noi (o quasi) e obbligato a ripensare la vita di tutti i giorni facendoci porre un nuovo amletico dubbio: “Come trascorrere queste giornate al chiuso?”. Una domanda ancor più ardua da soddisfare quando per di più, fuori, il sole splende e riscalda le strade (semivuote) facendo intendere che la bella stagione è ormai alle porte.

Fazio, scrivendo giorni fa su “la Repubblica”, ha esortato a non mettere solo in ordine casa ma ad approfittare di questo tempo per fare ordine dentro se stessi: «sono giorni durissimi in cui abbiamo tutti modo di riflettere». La solitudine, inevitabilmente, ci pone di fronte a noi stessi, quasi a volerci obbligare finalmente a guardarci allo specchio.

Certo è che ci si può sentire isolati anche in mezzo alle persone, ma una condizione come quella attuale è forse più drastica e frustrante, giacché obbligata. Sarebbe ora quindi il tempo di cogliere l’occasione per fare spazio, trovare quell’equilibrio che forse tanti da tempo cercano e che, a causa della frenesia della vita quotidiana, hanno sempre faticato a scovare, imbrigliare e far proprio. Costretti in questa innaturale calma possiamo dedicarci davvero a noi. E allora forse è arrivato il momento di abbracciare noi stessi e di prenderci cura del nostro io, vivendo come dono anche l’assenza di relazione, comprendendo tuttavia quant’essa sia essenziale e spesso irrinunciabile.

Noi siamo anche e soprattutto grazie al nostro relazionarci con l’altro, ma privi di coscienza di sé e di momenti d’isolamento non potremo mai considerarci individui completi. Zygmunt Bauman lo esplica senza bisogno d’aggiunte: «[…] la solitudine: quel sublime stato in cui è possibile raccogliere le proprie idee, meditare, riflettere, creare e, in ultima analisi, dare senso e sostanza alla comunicazione».

Avere a che fare con sè stessi è un così arduo compito, da spingerci piuttosto a rifugiarci nel mondo del web e dei social, in cerca di una fittizia compagnia che ci allontani dai troppi pensieri. La maggior parte di noi sta trascorrendo questi giorni immerso fra le fotografie di Instagram ed i post di Facebook, rinunciando al prezioso tempo con sé. Momenti in cui, come ricorda Fazio, si potrebbe piuttosto imparare molto e non solo: scrivere su di un pezzo di carta tutto ciò che si è compreso, per poi ricordarsene e farne tesoro «quando tutto ciò sarà finito».

E non c’è miglior luogo per l’introspezione della solitudine, ove sguazzare indisturbati nel tentativo di conoscersi meglio, una sorta di quarantena non più solo fisica che, seppur sofferta, diverrà essenziale base per la costruzione di migliori relazioni future.

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domenica 5 Luglio 2020