Fase 2: amori travolgenti e altre piccole cose – Maria Liana Dinacci

ok

Photo by Daniel Tafjord on Unsplash

Droni anti-grigliate, app per il tracciamento dei contatti sociali e dei contagi, box di plexiglas a dividere gli ombrelloni in spiaggia, quarantena indeterminata per gli over 70 tutto l’anno, punto libera tutti per gli under 18 a settembre, svariati salti mortali lavorativi e organizzativi a tempo indeterminato per tutti quelli che stanno in mezzo (che poi sono quelli che si prendono cura degli over 70 e degli under 18).

Tra ipotesi più o meno realistiche, immancabili fake news e pool di esperti riuniti in video call a far quadrare il cerchio delle Fasi 2-3-4 e successive modificazioni, la realtà è che non abbiamo ancora idea di cosa ne sarà del nostro quotidiano nelle prossime settimane. Nei prossimi mesi. Nel prossimo anno (e ci fermiamo qui).

L’incertezza è ai livelli massimi. Un’incertezza che invade il nostro sistema di vita in modo totalizzante, dagli aspetti più strutturali (i pilastri salute, lavoro, economia) a quelli apparentemente meno importanti. Apparentemente, sì, perché le nostre esistenze non sono solo massimi sistemi, ma soprattutto minimi dettagli. Il caffè alla macchinetta coi colleghi, due baci sulla guancia per strada, sguardi, battute, una stretta di mano, camminare chiacchierando, uscire di casa senza permesso, la pausa insieme con un trancio di pizza. Tutte piccole cose che, messe insieme, ci danno la sensazione di andare avanti, di spostarci lungo l’asse del tempo con una prospettiva, un fine, e soprattutto con l’opportunità di un contatto umano.

Ecco cosa manca di più durante queste giornate tutte uguali a distanza di sicurezza: l’emozione del contatto con gli altri – casuale o programmato, brevissimo o prolungato – e tutto ciò che sempre ci regala in termini di scambio, di dialogo, di crescita, di senso e futuro.

In questo tempo sospeso non ci resta che aspettare che gli esperti elaborino i vademecum e le norme per il rientro al lavoro in sicurezza, per la riapertura di scuole e negozi, per tutto quel che attiene ai pilastri strutturali di cui sopra. Ma per tutto il resto? Quando potremmo finalmente uscire e rivederci saranno disponibili anche le istruzioni su come regolare i rapporti di amicizia, le conoscenze superficiali che vanno approfondendosi, gli incontri casuali che lasciano il segno, i nuovi amori travolgenti?

Probabilmente no, a tutto questo dovremo pensare noi, facendo un consapevole grande sforzo per proteggere il calore e la magia dei rapporti sociali dal danno immenso che già hanno subito e che ancora subiranno. Ogni giorno un pezzettino alla volta, anche attraverso guanti e mascherine, dovremo fare di tutto per salvare il senso delle piccole cose che fanno una vita.

Attualità
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • E se vi dicessimo che questa volta la differenza l’hanno fatta degli studenti trentini insieme ...
  • È facile immaginare scenari alla Black mirror: e se una voce ordinasse all’assistente di esegu ...
  • Una giovane atleta e allenatrice dell' A.S.D. Rugby Trento ci racconta come ha vissuto questi mes ...
  • “L’albero degli Smartphone” – Valentina Federica Zeni | UnderTrenta: https://t.co/guKxHcZn2M ...
  • L’Europa di chi crede nel futuro – Marco Odorizzi https://t.co/w2s6hZc0wR
  • Open Mic Home Edition, con Sidewalk l’arte non si ferma – Federico Oselini https://t.co/kQGThtX ...

mercoledì 3 Giugno 2020