Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Donne che hanno cambiato l’Europa. Sofia Corradi

Oggi inizia una rubrica sulle donne che hanno costruito l’Unione europea. Di solito le chiamano “Madri fondatrici dell’Europa unita”. Sofia Corradi, ad esempio, la chiamano “Mamma Erasmus”. Noi, più umilmente, usciremo dalla sfera materna e vedremo cosa queste donne, attraverso il loro esempio e i loro sogni, hanno fatto per l’Europa.

1958. Sofia Corradi è una studentessa di 24 anni che studia con grande profitto all’Università di Roma “La Sapienza”, per essere precisi nella Facoltà di Giurisprudenza. Manca poco alla laurea, è quel momento in cui si cominciano a scorrere i desideri e le possibilità per capire cosa fare da grandi. Sofia ha le idee chiare e vince una borsa di studio alla Columbia University di New York per frequentare un master in Legislazione universitaria comparata. Senza esitazioni, Sofia parte e frequenta per un anno il master con ottimi voti. Fatto curioso, la borsa di studio era “finanziata con la vendita all’asta dei residuati bellici della seconda guerra mondiale”. Dalle armi alla pace: il percorso che ha compiuto l’Europa a partire dall’inizio degli anni Cinquanta. Sofia torna da New York con il master in mano. Si presenta felice alla segreteria dell’Università ma lì ha una brutta sorpresa. “La vacanza a New York”, così come l’avevano definita, non era meritevole di essere riconosciuta. Che Sofia rifacesse gli esami in Italia, se voleva prendersi il suo pezzo di carta.

1969. 11 anni dopo, con la laurea conseguita e la carriera ben avviata, Sofia non ha dimenticato quell’umiliazione. Uno sgarbo personale, certo, ma anche una beffa per chi pensava che studiare all’estero, imparare una lingua, conoscere coetanei da tutto il mondo potesse essere un valore. Consulente alla Conferenza permanente dei rettori italiani, durante un simposio tra i rettori europei riuniti a Ginevra scrive un promemoria, diventato celebre: “Lo studente può chiedere di svolgere parte del suo piano di studio presso università straniere. Il Consiglio di Facoltà potrà dichiarare l’equivalenza, che diventerà effettiva dopo che lo studente avrà prodotto la documentazione degli studi compiuti all’estero”.

1976. La Comunità economica europea, antenata dell’UE, dà concretezza al “promemoria Corradi”, approvando la possibilità di scambi tra le università dei paesi che ne facevano parte. Il progetto diventerà realtà nell’anno accademico 1987/88.

2016. L’Erasmus è ormai realtà quotidiana: Umberto Eco parlerà di rivoluzione e lo proporrà anche per tassisti, idraulici e chiunque volesse fare un’esperienza per sentirsi veramente europei. Sofia Corradi riceverà il premio “Carlo V”, davanti all’allora presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che le dedica bellissime parole: “Oggi in Europa si tende a mettere su un piedistallo gli inventori che ci hanno reso la vita più facile. Raramente paghiamo il tributo agli inventori che arricchiscono il significato e il valore della vita. Sofia Corradi è una di queste”.

Attualità
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

domenica 21 Luglio 2024