Il futuro dell’Europa, tre domande a Carlo Cottarelli

Foto di Stefania Gadotti

Giovedì 29 luglio a Borgo Valsugana, nella cornice di Piazza Alcide De Gasperi, l’economista Carlo Cottarelli è stato ospite della seconda serata della rassegna di eventi estivi “Agosto degasperiano 2021. Su sentieri incerti”, organizzata dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi in collaborazione con Trentino 2060.

Al centro dell’intervento dal titolo “L’incertezza nel futuro dell’Europa” le prospettive immediate e le incognite da affrontare per Italia ed Europa in un momento difficoltoso e delicato come quello della pandemia. Dopo l’evento, abbiamo avuto l’occasione di porre qualche domanda all’ospite della serata, a proposito di futuro, Europa e giovani.

Il titolo di questo ciclo di incontri è Su sentieri incerti. Secondo lei quali sentieri incerti sta percorrendo l’Unione Europea in questo periodo, al di là della pandemia?

Il sentiero più incerto è dovuto al fatto che ancora gli Stati europei non si sono messi d’accordo su che cosa vogliono: alcuni vogliono più Europa, altri meno Europa. Durante la pandemia si è trovato il coraggio di fare qualcosa di abbastanza inusuale però, al momento, non c’è purtroppo ancora un accordo ben chiaro su dove si stia andando in termini di futuro dell’Europa.

Qual è, secondo lei, il destino dell’Unione Europea alla luce dell’attuale contesto?

Quale sia il destino non lo so, il mio auspicio è che si vada verso un’Europa più unita. In un mondo globalizzato, se i paesi si presentano divisi conteranno sempre meno e, di conseguenza, saranno anche i valori dell’Europa a contare sempre meno a livello globale.

Nel Next Generation EU, quanto sono effettivamente centrali le nuove generazioni?

Nella misura in cui il Next Generation EU mira a portare una maggiore crescita, i principali beneficiari saranno proprio le generazioni future. Ricordiamo un’altra cosa di cui non abbiamo parlato stasera, ma di cui avremmo dovuto parlare, cioè il rispetto dell’ambiente. Quando si parla di uguaglianza di possibilità, è implicata anche un’uguaglianza tra le generazioni attuali e quelle future: se lasciamo alle generazioni future un pianeta distrutto, non diamo loro le stesse opportunità rispetto a quelle che abbiamo avuto noi.

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sabato 18 Settembre 2021