Contenuti e contenitori – Sara Tomaselli

Se l'alta risoluzione è la risoluzione della scuola.

scuola

«Abbiamo inviato i 70 milioni di euro stanziati per l’acquisto di tablet e computer – annuncia la ministra Lucia Azzolina con un post su Facebook – destinati a chi ne ha più bisogno». Ora anche i meno abbienti potranno contare le rughe in faccia alla maestra, costretta suo malgrado a far mattina per loggarsi in tempo su Meet. Ha sessant’anni e Word97 ma a questo ritmo si diplomerà tecnico informatico prima che finisca il lockdown.

«Ah! L’evoluzione digitale – dice con l’aria di chi ne sa parecchio – è quella cosa per cui mi ci vuole il doppio del tempo per spiegare metà delle cose a chi 1) a casa ha una linea wi-fi o non ha ancora raggiunto la gigasoglia giornaliera, 2) è riuscito ad accedere alla piattaforma e chi 3) non è stato distratto dalle notifiche di Candy Crush. Il che equivale più o meno a un quarto della classe».

Per rendere più interattiva l’introduzione ai Fenici, si dà in fretta ai tutorial per imparare le basi di videomaking. Aggiusta la fotocamera sopra una pila di libri e comincia, sforbicia qua e là e con tre ore di presa diretta riesce a confezionare un video di dieci minuti. Raduna i contatti ma scopre che in cinque non hanno un indirizzo mail. Lo invia su WhatsApp ma in sette le rispondono che non hanno abbastanza memoria nel telefonino. Apre quindi un canale YouTube perché ormai ha fatto dell’accessibilità una missione personale. Aspetta paziente i messaggi di encomio, ne riceve otto: in sette le chiedono come si aggiorna Flash Player, una dove bisogna scrivere YouTube.

Potrebbe limitarsi a dare istruzioni per scaricare l’ebook del sussidiario ma, terrorizzata all’idea di inoltrare un nuovo link, decide di impaginare artigianalmente la scheda del verbo avere declinato al congiuntivo. Con la matita mette a ogni lettera scarpe e occhi, scansiona e invia. Dieci via mail, otto via WhatsApp e uno via fax.

«Ancora! –  lamenta qualcuno – come se tutti hanno la stampante. La cartolaia chiede una spesa minima di 15 euro per ogni consegna e solo ieri abbiamo ordinato 75 copie del nuovo modulo di autocertificazione».

Il dirigente ha disposto che il materiale andrà consegnato ogni giorno in una soluzione unica, di cui lei coordinerà la spedizione. Chiama all’ordine le altre maestre che le consegnano 64 immagini, 8 file audio e 12 foto che una collega le ha fatto recapitare dal telefono di un collaboratore misterioso, dato che considera smartphone e computer alla stregua di strumenti del demonio.

Si fa buio prima che Drive segni la prima tacca sulla barra di caricamento, è tempo di aggiornare il registro prima che suoni l’inizio della prima ora. #LaScuolaNonSiFerma, ma se la scuola è soltanto i suoi contenuti ci si chiede: che senso avrà tornare a scuola?

Attualità

I vostri commenti all'articolo

1
  1. Roberta

    .Brava Sara,
    usi in modo intelligente una fresca ironia per affondare il dito!

Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • E se vi dicessimo che questa volta la differenza l’hanno fatta degli studenti trentini insieme ...
  • È facile immaginare scenari alla Black mirror: e se una voce ordinasse all’assistente di esegu ...
  • Una giovane atleta e allenatrice dell' A.S.D. Rugby Trento ci racconta come ha vissuto questi mes ...
  • “L’albero degli Smartphone” – Valentina Federica Zeni | UnderTrenta: https://t.co/guKxHcZn2M ...
  • L’Europa di chi crede nel futuro – Marco Odorizzi https://t.co/w2s6hZc0wR
  • Open Mic Home Edition, con Sidewalk l’arte non si ferma – Federico Oselini https://t.co/kQGThtX ...

mercoledì 3 Giugno 2020