Caro amico ti scrivo

Ciao Anto,

credo che anche Dalla ci credesse poco che scrivendo più forte avrebbe raggiunto il suo amico lontano. Sacchi di sabbia alle finestre non ne ho ancora visti, ma di sicuro non usciamo la sera; una pandemia mondiale ci ha lasciato pure orfani dei Mercatini di Natale, potresti mai crederci?
Volendo prenderla con ironia, se proprio doveva, poteva farsi viva un paio d’anni fa e ci saremmo risparmiati un bel po’ di tristezza oggi, ma tant’è.

Ieri ho lasciato casa controvoglia sai, ma in Piazza Duomo proiettavano un disegno di Antonio l’Europeo tanto bello e luminoso da rubare la scena anche alla Fontana del Nettuno appena restaurata. Devi sapere che per tutto il giorno hanno parlato di te anche ai telegiornali e alla radio ma, perdonami amico, non è la stessa cosa di quando davanti ad un microfono c’eri tu.

Non dico che ti dipingano come un martire, ma spesso l’immagine che ci passano di Antonio Megalizzi è quasi contornata di una sorta di “Aura dell’eroe” e so che la cosa ti farebbe incazzare moltissimo e non perderesti l’occasione di farlo sapere, se potessi. Non giriamoci attorno dai, lo sappiamo entrambi che eri una persona intelligente, sardonica e testarda come un mulo ma, in fin dei conti, normale.

Quello che ti rendeva speciale in realtà era il messaggio che veicolavi, la passione che mettevi nel tuo lavoro e nel supportare le tue idee, rendendole fruibili ed interessanti per tutti quelli in cui ti imbattevi (e non è un segreto che lasciassi poco al caso, da questo punto di vista). Pensiero, il tuo, delicato eppure allo stesso tempo deciso, che sta ora portando avanti una fondazione che porta il tuo nome, senza fare grandi proclami ma con dedizione e attenzione ai dettagli, proprio come facevi tu insomma.

Che dire Anto, sai benissimo quanto sono emozionale e quanto poco ami gli anniversari, ma sono già passati due anni.

Manchi.

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sabato 23 Gennaio 2021