Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Venezia non è solo un pesce

Venezia non appartiene a nessuno se non a se stessa. Non è della terra e non è del mare. Non è dei suoi sempre più risicati abitanti così come non è dei suoi sempre più numerosi turisti. Eppure tutti coloro che vi si avvicinano credono di capirla e conoscerla. “Venezia è bella ma non per viverci”, recita un famoso luogo comune. Io ho avuto la fortuna di risiederci per sei anni e quello che segue è il resoconto di ciò che mi ha lasciato.

Venezia è spiritualità confusa. Il mese di settembre è, insieme a maggio, uno di quelli in cui la città dà il meglio di sé. Lì dove in altri luoghi del nord Italia il sole è già pallido, qui è ancora luminoso, caldo e accogliente. Si sosta volentieri a bordo Canal Grande per assistere alla Regata Storica. Invita a girovagare tra calli e fondamenta senza una meta precisa, a perdersi tra di esse come un esploratore in cerca d’avventura. Ma appena iniziano i primi freddi, dall’acqua risale una nebbia soffusa che vela lo sguardo e lo confonde. Ciò che prima sembrava conosciuto diviene alieno e così ci si perde in nuove prospettive che infondono di rinnovato significato. La città si riempie di un’atmosfera mistica e raccolta che ben si sposa con la sentitissima Festa della Madonna della Salute.

Venezia è gelo ardente. Le case sorgono dalla laguna attraverso fondazioni su pali lunghi e appuntiti, conficcati in profondità alla ricerca di un solido legame con la terra. Alla base il bianco dell’impermeabile pietra d’Istria si staglia sui colori accesi degli intonaci. All’interno i solai sono resi elastici dalla pavimentazione a terrazzo veneziano in modo da cullare i suoi ospiti al ritmo delle oscillazioni del mare. Le finestre dalle forme arabeggianti e le altane sui tetti un rimando costante all’illustre storia della Serenissima. Ma in inverno la necessità di quest’insostenibile leggerezza si traduce in freddo penetrante. È allora che arrivano in soccorso le conturbanti frittelle ripiene di Tonolo e il turbinio variopinto del Carnevale.

Venezia è libertà serena. Appena si intravede la bella stagione, le calli e i canali tornano a popolarsi. È un continuo via vai di persone, carretti, barche e gondole. Iniziano i primi Bacaro Tour lungo Strada Nuova, le passeggiate lungo il Canale della Giudecca fino a Punta della Dogana, per poi fermarsi sulla sommità del ponte dell’Accademia e permettere allo sguardo di perdersi in lontananza dove il Canal Grande diventa Bacino di San Marco. E ancora la Piazza di notte, con le sue luci, i suoi riflessi e la sua pace.

Venezia è calore refrigerante. La terza domenica di luglio, a metà di un’estate grondante sudore, arriva la festa più amata e sentita dai Veneziani: il Redentore. Le persone bivaccano lungo le fondamenta, le barche riempiono i canali, ovunque si respirano gioia e attesa. Un ponte galleggiante viene costruito tra la città e l’Isola della Giudecca. E al culmine della serata esplodono i fuochi d’artificio: un doppio gioco di luci e colori che collegano cielo e mare.

Venezia è duplicità e contrasto. È luce e ombra. È realtà e riflesso. È amore e odio. Ma il punto è proprio questo: che sia in positivo o in negativo, Venezia ti entra dentro, si fa breccia nel tuo animo e lì resta con la sua unicità e la sua molteplicità.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

domenica 26 Maggio 2024