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Un po’ di cose belle della vita

Dice: “Ma come? Hai 27 anni: che è tutto questo pessimismo?”. Immagino si riferisca a due articoli che ho pubblicato di recente, “Senza futuro, ma sulla nostra pelle” e “Dove c’è Barilla, c’è casa”. Lascio che finisca la predica – che si conclude con un sonoro: “Dovresti pensare alle cose belle della vita! Perché non scrivi un articolo su questo, per una volta?” – quindi saluto, chiudo la porta di casa e mi metto a riflettere. Le cose belle della vita? Non ne ho consumata abbastanza per poter elencare “le cose belle della vita”. Ma forse, seppur da un’altezza limitata, un po’ di panorama riesco già a vederlo, no? In fondo, crogiolarsi nel pessimismo ammala e basta, e con le feste dietro l’angolo è meglio rimettersi in forma. Ecco quindi le cose belle della vita, in ordine casuale. In senso generale, certo. Ma anche molto personale, è ovvio. Magari qualcuno là fuori potrà ritrovarsi in quanto scriverò. Cominciamo.

La temperatura giusta dell’acqua quando ti fai la doccia. Oppure, meglio ancora: quando accendi l’acqua, aspetti qualche secondo che vada in temperatura, ti avvicini con la preghiera di non congelare all’istante (o di non ustionarti) e ti accorgi di aver indovinato al primo colpo la temperatura perfetta. Il paradiso.

L’allenamento pre-partita di Steph Curry.

Una tripla da nove metri di Steph Curry.

Una tripla qualsiasi di Steph Curry.

Steph Curry.

I cani.

Uno scatto di Pantani: li hai già visti tutti, più e più volte, ma è sempre la prima volta.

La finale dell’inseguimento a squadre maschile alle Olimpiadi di Tokyo. Filippo Ganna a tutta che tira le ultime centinaia di metri. E il commento di Luca Gregorio su Eurosport.

L’atmosfera natalizia: gli addobbi, le musiche, le luci. Non esiste periodo più bello.

Il panettone (rigorosamente senza canditi) e il pandoro.

Qualsiasi dolce, se devo essere sincero. Ahimè.

Un tramonto in bicicletta.

La cima di una salita, sempre in bicicletta, e l’inizio della discesa.

Un viaggio in camper.

Un viaggio, e basta.

Ancora i cani.

La pizza fatta in casa. Alta, con pomodoro e mozzarella.

I “sì” al momento giusto, i “no” quando servono. Saperli dire, saperli affrontare.

La birra, alle due di mattina. O, in alternativa, dopo un’assolata uscita in bici.

Il gol all’ultimo minuto della tua squadra del cuore. Magari nel derby.

Il cinema, dove anche i film brutti diventano belli. O, almeno, più tollerabili.

Uno stadio intero che canta quella canzone: ti scopri a piangere e nemmeno sai perché.

La transenna ai concerti. Sei in coda dal mattino. Quando aprono i cancelli, corri come un pazzo. Il palazzetto è ancora vuoto, ci sei solo tu. E ce la fai: arrivi alla transenna, la tocchi trionfante. Sei in prima fila.

I cliffhanger fatti bene.

Sempre i cani.

I Pink Floyd: qualsiasi cosa, ma soprattutto Pulse (1995).

Il sorriso di tenero compatimento della persona che ami, dopo che l’hai sparata grossa per l’ennesima volta.

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venerdì 19 Aprile 2024