Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Un compito per tutti

Quante volte sentiamo “ho bisogno di staccare”. Si aspetta di andare in vacanza per poter, per l’appunto, “staccare”. Siamo al lavoro stanchi e per un istante pensiamo a una vacanza. D’istinto cerchiamo le possibilità in internet ma senza prenotare, per farci venire altre idee senza sceglierne una e, magari, innervosirci. E oggi fra i corsi che spopolano ci sono quelli sull’uso consapevole dei social network.

C’è qualcosa nel mondo cibernauta che non mi quadra. Quello che vedo attorno a me sono persone sedute assieme, ma da sole davanti al proprio piccolo schermo. Non sono clique, ma la realtà che sto osservando da Bangkok all’atollo lungo le coste malesiane passando per la costiera ligure, da Londra a Mumbai fino ai confini tibetani. La dipendenza resta sempre la stessa. La linea che divide il vantaggio della tecnologia dal pericolo del web è sottile e spesso ci fa credere di avere controllo quando invece siamo controllati. Pensate al tempo e alla concentrazione che si perde mentre si lavora. Con il beneficio del clic si pensa ad altro invece che a quello che si sta facendo o, peggio ancora, lo si fa per metterlo in rete. I minuti volano se connessi e ogni momento di debolezza è buono per farsi venire il dubbio che forse una pausa in quel mondo farà bene. Invece, distrae e sottrae la nostra energia a quello per cui siamo impegnati. Chiediamoci se un pc senza internet ci piacerebbe ancora così tanto o se ce la faremmo a trascorrere una giornata senza collegarci. Riusciremmo a stare un anno con il telefono sconnesso e usarlo solo per chiamate e sms?

Ringrazio la tecnologia perché facilità il lavoro e accorcia tempi e distanze permettendo di rendere pubblico il nostro fare e pensare. La tecnologia come per esempio internet serve, io per prima non immagino le mie giornate senza. La sfida è riconoscere la propria dipendenza – da non confondere con necessità – e comprendere che, come tutte le dipendenze, limita la nostra libertà. In questo gioco dove non si sa chi domina, se la macchina o il padrone, il compito per tutti è rispondere alla domanda: “è la tecnologia a lavorare per me o io a lavorare per lei?”.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

venerdì 14 Giugno 2024