Storie di giovani che cambiano le cose: lo Strike di Nicolle Boroni

Da oramai 5 anni il bando Strike dà la possibilità ai giovani tra i 18 e i 35 anni di raccontarsi, condividendo un traguardo di cui sono orgogliosi oppure un sogno che sono riusciti a realizzare. Tutto ciò, per dare spazio alle loro storie di crescita e poter così ispirare i loro coetanei. Ma chissà che anche gli over 35 non possano essere contagiati da tutta l’energia positiva degli Striker!

Per l’edizione 2020 di Strike, sono stati 40 i giovani delle province di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Belluno, Sondrio e Brescia, che hanno inviato un video, concorrendo all’assegnazione di diversi premi. Tra i tre ragazzi ad aggiudicarsi a pari merito il primo premio nella finale in streaming del 31 ottobre scorso – 1.000 Euro da reinvestire in un’iniziativa con ricadute positive sul territorio – c’è lei, Nicolle Boroni, 28 anni, che racconta di sé per parlare a tutti coloro che nella vita si sono trovati all’improvviso costretti ad affrontare le loro paure e debolezze.

Quella di Nicolle è una storia di limiti imposti dall’esterno, che sanno però trasformarsi in opportunità per riscoprire sé stessi e il proprio valore. «Il mio Strike è quello che auguro a tutte le persone che si sono sentite in qualche modo in difetto, come me – dice – ossia imparare a conoscersi e ad accettarsi per quel che si è». Nicolle ha perso la sua mano destra a 4 anni a causa di un incidente, una perdita di cui ha iniziato a rendersi conto soltanto crescendo. Sono gli anni dell’adolescenza i più difficili per lei, quelli in cui sembra che l’apparenza e l’aspetto fisico siano più importanti di tutto. Gli anni in cui ritrovarsi diversi dagli altri, per un limite fisico in questo caso ma lo stesso vale per qualsiasi altra ragione, fa più male, portando a nascondersi o a isolarsi, a vergognarsi della propria, supposta, inadeguatezza.

Nella storia di Nicolle, però, c’è una svolta, una di quelle che ti fa alzare lo sguardo e, in fin dei conti, tirare su la testa con orgoglio, uscendo dall’empasse. «Per fortuna ho avuto la possibilità di fare delle esperienze di volontariato all’estero – ci racconta – e mi sono resa conto che ci sono bambini che non hanno una famiglia, l’amore dei genitori, un piatto per mangiare, un’istruzione. È lì che mi sono domandata: “ma a me effettivamente cosa manca?” e mi sono accorta che quel che mi mancava era solo un po’ di coraggio, un po’ di forza di volontà e di voglia di accettarmi». E così, con coraggio, Nicolle ha fatto la borsa, si è comprata delle scarpette ed è andata a fare proprio una di quelle cose che gli altri dicevano impossibile per lei: arrampicare. Ancora oggi l’arrampicata è una delle sue più grandi passioni, e nemmeno l’unica, perché Nicolle non si è più fatta fermare da niente e da nessuno.

«In questi anni – conferma – ho capito che nella mia mancanza c’era invece tanta abbondanza e ricchezza, che essere diversi non deve essere uno svantaggio ma un motivo di vanto, qualcosa che ci dà una marcia in più». E ci saluta, nel suo video, con un ultimo grande sorriso: «Mi raccomando, be positive, sempre!».

“Strike” è promosso da Agenzia per la Famiglia, Natalità e Politiche Giovanili (APF) della Provincia Autonoma di Trento e Fondazione Demarchi in collaborazione con Cooperativa Mercurio e Smart. Tutti i video degli Striker sono disponibili sul sito www.strikestories.com.

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giovedì 25 Febbraio 2021