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Storie di giovani che cambiano le cose: lo Strike delle CapGirls

La musica prima del Covid, la musica dopo il Covid: una cesura netta che costringe tutti a rinunciare all’emozione degli eventi dal vivo per un tempo che sembra infinito. È il caso delle CapGirls, Giulia Filippi, 24 anni, e Ilenia Fenu, 25 anni, che a causa della pandemia non hanno soltanto dovuto mettere in pausa tutti i loro concerti, ma hanno anche visto sfumare il contratto discografico che avrebbe dovuto portarle nel 2020 all’uscita del loro primo attesissimo album di inediti. Eppure, a sentirle parlare, non è affatto la delusione a trasparire, ma la loro voglia di reagire a tutto questo con ancora più energia ed entusiasmo di prima.

Ilenia e Giulia, nonostante tutto, hanno una loro bella storia da raccontare sull’anno della pandemia, e lo fanno nel video presentato all’edizione 2020 del bando Strike, selezionato tra i dieci finalisti. «Ciao – si presentano tutte e due con l’immancabile cappello da cui deriva il nome della band – siamo le CapGirls e il 25 luglio scorso abbiamo fatto sold out. Siamo qui per raccontarvi del nostro Strike, ossia il concerto che abbiamo realizzato con il Patrocinio del Comune di Schio nell’anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra».

Ma partiamo dall’inizio. Ilenia e Giulia sono amiche da molto tempo e ad unirle è anche la musica. Nel 2018, l’idea di formare una band: «Il progetto è nato in modo un po’ atipico su YouTube, producendo video, contenuti e varie cose “nerd” relative alla musica. Abbiamo poi trasportato la nostra passione dalla situazione online alla situazione live nell’anno successivo». Nel 2019 si fanno le ossa sul palco macinando concerti su concerti, felici di poter finalmente condividere la loro passione con il pubblico dei live. Firmano addirittura un contratto con una casa discografica che crede nel loro progetto e vuole produrre il primo album. Poi, il Covid. «Purtroppo i nostri piani non sono andati come previsto e con l’arrivo di questa pandemia il progetto si è fermato. Il nostro contratto è saltato e l’album è stato rimandato a data da destinarsi», raccontano. Ma è proprio da questo brusco stop forzato che le CapGirls traggono ispirazione per organizzare l’evento “Restart the Music”.

L’estate scorsa il Covid imponeva regole meno restrittive rispetto ad oggi, ma comunque molto vincolanti per chi volesse organizzare lo stesso un evento musicale, e proprio per questo ci è voluto un aiuto in più. «L’evento è stato organizzato con la collaborazione di più figure: due band, diversi sponsor e alcuni volontari che hanno costituito la squadra perfetta e sono stati fondamentali per la buona riuscita di tutto il concerto, considerando anche tutte le misure di prevenzione anti-Covid». Quello del 25 luglio non è stato tuttavia solo un concerto, ma un messaggio di speranza che le CapGirls hanno voluto trasmettere ai colleghi del settore musicale: «Il nostro Strike, “Restart the music”, è stato importante perché serviva a motivarci e a motivare tutti gli artisti che come noi si sono trovati in una situazione di forte difficoltà con questo lockdown. L’arte e la musica vengono spesso date per scontate, però in situazioni difficili come questa pandemia tutti almeno una volta abbiamo trovato rifugio in una canzone. Il nostro Strike vuole dare un messaggio di speranza e di motivazione e ci auguriamo di poter tornare presto alle emozioni dei concerti live».

Per ogni ulteriore informazione su “Restart the Music” è possibile visitare la seguente pagina.

“Strike” è promosso da Agenzia per la Famiglia, Natalità e Politiche Giovanili (APF) della Provincia Autonoma di Trento e Fondazione Demarchi in collaborazione con Cooperativa Mercurio e Smart. Tutti i video degli Striker sono disponibili sul sito www.strikestories.com.

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sabato 3 Dicembre 2022