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Pandemia, uno shock anche per il cane

Photo by Ryan Stone on Unsplash

È tristemente noto quanto l’emergenza pandemica che stiamo affrontando da oramai un anno stia lasciando il segno nelle nostre vite. Le ripetute restrizioni alla libertà personale, le limitazioni agli spostamenti e ai contatti sociali stanno avendo conseguenze sempre più evidenti non solo a livello economico, ma anche psicologico e sociale. Questo disagio è avvertito anche dai nostri amici a quattro zampe per eccellenza, i cani? Lo chiediamo a Stefano Margheri, educatore e istruttore cinofilo di grande esperienza.

Stefano, tu che hai un punto di osservazione privilegiato, cosa puoi dirci dell’impatto che ha avuto il Covid sulle famiglie che hanno un cane e sui cani stessi?

«Innanzitutto, va detto che nel periodo storico che stiamo vivendo l’emergenza Covid ha portato ad un incremento della necessità di avere un cane al fianco per avere compagnia. Amici allevatori mi dicono che non hanno mai avuto tante richieste di cuccioli come in questo momento e io stesso, che ho sempre tenuto nel mio centro molti corsi per cuccioli, in questo periodo ricevo quasi una telefonata al giorno. La mia impressione è che ci sia stata proprio una rincorsa alle origini, quasi il bisogno di ritrovarsi avendo accanto una specie diversa dalla propria».

E questa è una dinamica positiva?

«Dipende da molti fattori. Io temo, purtroppo, che quando si registra una crescita quantitativa di questo tipo ci sia inevitabilmente una proporzionale decrescita qualitativa delle condizioni in cui il cane viene inserito. Molte di queste adozioni recenti, e con adozioni intendo anche acquisti da allevamenti, sono frutto di impulsi poco ponderati. Il rischio è di ritrovarsi con nuclei familiari non preparati e poco consapevoli della scelta fatta, con conseguenze negative sia per le famiglie stesse che per i cani. Tanto più in questo periodo così particolare».

Vuoi dire che anche i cani possono soffrire come noi per le restrizioni anti-Covid?

«Senza dubbio alcuno. Finché si resta in zona gialla o arancione, il danno è relativo, ma ora siamo di nuovo in zona rossa. Si sta ripetendo quello che è successo l’anno scorso. I cuccioli adottati durante il primo lockdown del 2020, che potevano muoversi appena fuori di casa e nell’assoluto silenzio di città deserte, hanno subito un grave danno. Il loro periodo sensibile, quello in cui durante i primi mesi ogni cucciolo deve accumulare più esperienze possibili in rapporto con il mondo esterno, è stato ridotto in termini di qualità e quindi si sono sviluppate numerose fobie. Quando il mondo è tornato alla relativa normalità, i cuccioli non erano preparati. Oltre al fatto che erano abituati a stare sempre in casa con i padroni e d’improvviso, con il rientro al lavoro, hanno dovuto adattarsi all’improvviso a stare da soli, con tutte le difficoltà del caso».

Questo per i cuccioli… e per i cani già adulti?

«Anche per i cani più stabili, medio-adulti, e che avevano quindi già vissuto il periodo di conoscenza e rappresentazione del mondo ci sono state difficoltà di ripresa, come avviene anche per noi. Dopo un certo tempo ci abituiamo alla nuova condizione, in questo caso il lockdown, e tornare al vecchio è difficile. Ho avuto molti casi di cani adulti con forme di stress e ansia dovuti al cambio repentino delle loro abitudini, sia durante che dopo il lockdown del 2020».

Cosa si può fare per evitare questi effetti?

«La cosa migliore è trovare le strategie per soddisfare ugualmente le loro necessità psicofisiche quotidiane. Uscire certamente il più possibile, ma anche cercare di fare delle attività in casa, piccole ricerche olfattive, giochi, e trovare ugualmente dei momenti per lasciarli da soli in casa o in una stanza della casa, in modo che non perdano l’abitudine anche a questa circostanza in prospettiva di quando tutto tornerà alla normalità».

Stefano Margheri, educatore ed istruttore cinofilo, nel suo centro “Dagli occhi di Mia” a San Rocco di Villazzano (Trento) offre corsi di educazione di base e avanzata, attività sportive e di rieducazione per i disturbi del comportamento. La sua passione per l’approfondimento scientifico e la sua esperienza trentennale sul campo ne fanno un punto di riferimento per tutti coloro – neofiti o aspiranti professionisti del settore – che desiderano comprendere meglio il proprio cane e approfondire i segreti del suo affascinante rapporto interspecifico con l’uomo.

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sabato 3 Dicembre 2022