Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

L’occhio su Trento: uno sguardo oltre le mura

Foto di Ilaria Bionda

L’occhio su Trento, in questo appuntamento, scorge il campanile della chiesa di Santa Maria Maggiore alle spalle dei merli della Porta Santa Margherita, uno dei due rimanenti varchi d’accesso della cinta muraria duecentesca che circondava la città di Trento.

Questa porta era considerata secondaria e conduceva alle aree agricole a ridosso del fiume Adige. All’epoca, infatti, la città si estendeva solo all’interno della cinta muraria, mentre al di fuori si trovavano i campi coltivati. Oggi, la porta si trova quasi del tutto inglobata negli edifici circostanti, nei pressi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento e non lontano dalla stazione ferroviaria.

L’unico altro varco rimasto è Port’Aquila che, sormontata dall’omonima torre del Castello del Buonconsiglio, si apre verso est su Piazza Venezia. Le altre porte, oggi scomparse, erano Porta San Lorenzo, Porta Santa Croce e Porta San Martino, aperte rispettivamente verso est, verso sud (in particolare verso Verona) e verso nord. In realtà, a settentrione la difesa della città era principalmente affidata al fiume Adige, che scorreva non lontano proprio dal quartiere portuale di San Martino.

Le cinte murarie di Trento furono in tutto tre, costruite in periodi storici differenti. La prima in epoca romana, nel III secolo, così solida da arrivare quasi intatta alle ricostruzioni successive; la seconda nel X secolo e infine, l’ultima, sotto l’episcopato di Federico Vanga, nel XIII secolo, ampliata per aggregare i nuovi quartieri medievali. Dopo circa 500 anni, durante la prima metà del 1800, cominciò il riassetto urbano della città e le mura vennero progressivamente demolite o inglobate nelle nuove costruzioni, lasciando ai posteri solamente alcuni resti isolati.

L’unico tratto di mura ben conservato – e visibile oggi sul lato nord di Piazza Fiera – prende il nome proprio dal Principe Vescovo che la fece costruire. Le cosiddette mura Vanghiane svettano ai margini del centro storico, regalando uno scorcio suggestivo. Il fatto che si sia conservato questo specifico tratto di cinta muraria non è però casuale. Poco lontano, infatti, si trova il Palazzo Vescovile e le mura avevano il compito di nascondere agli occhi del vescovo la visione del retrostante rione delle Androne, in passato povero e malfamato. Un motivo dunque estetico, che oggi torna utile offrendo una splendida cornice alle manifestazioni organizzate in questa grande piazza.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

lunedì 24 Giugno 2024