L’occhio su Trento: uno scorcio sul Castello del Buonconsiglio

«La foglia di quest’albero, dall’oriente affidato al mio giardino, segreto senso fa assaporare così come al sapiente piace fare. È una sola cosa viva, che in sé stessa si è divisa? O son due, che scelto hanno, si conoscan come una? In risposta a tal domanda, trovai forse il giusto senso. Non avverti nei miei canti ch’io son uno e doppio insieme?» (Ginko Biloba, J.W.Goethe, 1815)

Il poeta tedesco J. W. Goethe scrisse questa poesia durante uno dei suoi viaggi, affascinato da un Ginkgo Biloba e dalla sua foglia dalla particolare forma a ventaglio, spesso divisa nel mezzo. Questa foglia possiede poi il grande merito di far sembrare l’albero “in fiore” anche d’autunno, grazie alla tonalità di giallo vivo di cui si tinge, attirando così ogni sguardo e, sicuramente, molti obiettivi di macchina fotografica. Il Ginkgo Biloba è un albero antichissimo, considerato addirittura un fossile vivente; resistente agli agenti inquinanti è spesso utilizzato come pianta ornamentale nelle città.

Sono proprio alcuni esemplari di Ginkgo Biloba a ornare il lato di Piazza della Mostra rivolto verso il Castello del Buonconsiglio. In questo appuntamento, l’obiettivo dell’Occhio su Trento si fa largo tra l’incantevole fogliame giallo e ci mostra il Mastio del castello, immergendoci in una suggestiva atmosfera. L’imponente torre cilindrica, simbolo del Buonconsiglio, risulta visibile da molti scorci della città, come a ricordare a ogni sguardo il suo primario ruolo di guardia e difesa.

Si narra che in passato lì sorgesse una precedente torre con il nome di Malconsiglio, poiché luogo misterioso di danze e riti notturni da parte delle streghe. È poi il Concilio con la sua religiosità, nel Cinquecento, a ridonare tranquillità al luogo cambiandone il nome e scacciando questi malevoli personaggi.

La torre principale fa parte di Castelvecchio, l’ala più antica della fortezza. Costruito a scopi difensivi nella prima metà del Duecento, assume nel corso degli anni funzioni via via più residenziali, ospitando i Principi Vescovi e subendo di conseguenza alcune trasformazioni. La più significativa di esse è senza dubbio l’apertura della splendida loggia veneziana, dalla quale si gode di un panorama mozzafiato sui tetti della città. All’edificio originario, nel corso dei secoli successivi, si aggiunge il Magno Palazzo, una fastosa residenza rinascimentale che termina con Torre Aquila.

Sovrastante Port’Aquila – una delle due uniche rimanenti porte d’accesso alla città fortificata del passato – la torre omonima è considerata il fiore all’occhiello del Buonconsiglio, grazie agli affreschi del Ciclo dei Mesi che raccontano lo svolgersi delle stagioni e offrono uno spaccato sociale completo dell’epoca, con ricchi particolari e finiture pregevoli.

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martedì 22 Giugno 2021