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Lo spirito davinciano di Luca Carlini

A Trento è risaputo che il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci promuove la partecipazione scolastica non solo nell’ambito delle attività didattiche ma anche in quelle dei suoi organi collegiali tra i quali il Collettivo studentesco. Abbiamo così intervistato il diciottenne Luca Carlini, membro dei Rappresentanti di Istituto uscenti e che ha ricoperto la carica per due anni consecutivi.

 Cosa ti ha spinto a candidarti?

A ogni classe prima viene assegnato un tutor, solitamente uno studente che frequenta il quarto anno, che aiuti le matricole a familiarizzare con la nuova scuola e i suoi procedimenti democratici: elezioni dei rappresentanti, organi collegiali, ecc. Il tutor della mia classe era un ragazzo molto simpatico che mi ha spronato ad immergermi totalmente nella vita scolastica a 360 gradi. Ho iniziato, così, fin da subito, a partecipare alle riunioni del Collettivo, ma ammetto di aver avuto anche una motivazione personale in più: all’epoca tra i Rappresentanti d’Istituto c’era una ragazza che mi piaceva molto! In seguito, man mano che partecipavo alle iniziative proposte, si è formata l’idea di candidarmi: volevo metterci del mio per migliorare la scuola e per comprenderne meglio le dinamiche.

Ti sei dunque ritrovato in carica in due anni non facili: come è cambiata l’attività studentesca durante il Covid-19?

Nell’anno scolastico 2019-2020 siamo rimasti spiazzati, come tutti, dall’arrivo della pandemia. Durante il lockdown abbiamo organizzato una sola assemblea d’istituto, lì dove solitamente se ne pianificava una al mese. L’anno successivo, però, ci ha trovati pronti: così come le lezioni, anche le assemblee si sono tenute da remoto. Nel complesso penso che abbiamo fatto del nostro meglio, proponendo conferenze a cui presenziavano sia relatori esterni che professori della scuola. Siamo particolarmente fieri di aver organizzato, nonostante la situazione ostica, la prima assemblea comune a livello provinciale, che ha riunito otto diversi licei e scuole tecnico-professionali della città. Per noi era importante dimostrare che la partecipazione studentesca non si era fermata nonostante il Covid e per rafforzare i rapporti interscolastici tra istituti, in vista di possibili collaborazioni future, sulla falsa riga di Otium, l’evento di fine anno delle scuole superiori di Trento, al quale contribuiscono anche enti pubblici, tra cui il Comune stesso e il Muse. Un’altra iniziativa a cui tengo molto è stata la creazione di un mazzo di carte da gioco del liceo che ora è in fase di stampa.

A questo proposito, so che gli studenti del Da Vinci sentono una forte appartenenza al loro istituto. Secondo te da cosa deriva questo sentimento?

Secondo me lo spirito davinciano era più sentito prima del Covid-19, però si sta cercando di riportarlo tra i corridoi della scuola. Per me esso rappresenta un concetto complesso che identifico sinteticamente con l’appartenenza non solo al liceo ma alla sua comunità studentesca, al suo ambiente socievole e aggregativo che lo rende quasi una seconda casa. Un luogo che non si limita solo a banchi e lezioni, ma a relazioni sociali e culturali che vanno al di là dell’attività didattica, in cui non si è solo degli studenti, ma prima di tutto delle persone ognuna con la propria identità in fase di sviluppo e formazione.

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mercoledì 7 Dicembre 2022