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La morbidezza dell’aceto

La morbidezza dell’aceto

In tempo di crisi, non sprecare soldi per prodotti superflui ma dei quali non si può fare a meno, può fare la differenza. Uno di questi è l’ammorbidente, dei cui effetti sulla biancheria non si riesce a rinunciare. È possibile però ottenere lo stesso risultato con un prodotto più economico e presente in tutte le case o in tutti i supermercati: l’aceto bianco.

Se l’ammorbidente crea sui capi una patina oleosa che provoca solamente la sensazione di morbidezza, “sporcando” di fatto le fibre, l’aceto, invece, scioglie i depositi calcarei, responsabili della durezza dei vestiti non trattati, presenti nell’acqua e sui tessuti. L’aceto, a seconda di come si è abituati, si può inserire all’interno del cestello in un tappo dosatore o direttamente nella vaschetta dei detersivi riservata all’ammorbidente, esattamente nella stessa quantità (30-35 ml).

I più dubbiosi penseranno che come risultato si puzzerà come una coppa d’insalata mal condita. Ma non è così. Il condimento dall’aroma più acre che l’uomo abbia mai inventato non lascia odori sui vestiti, tantomeno residui.

Ovviamente il bucato non profumerà di lavanda o di vento di primavera, ma sarà piacevole rinunciare alle essenze “acqua salmastra” o “prato sudato” tipiche dell’ammorbidente misto a sudore. I capi profumeranno semplicemente di pulito.

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mercoledì 21 Febbraio 2024