Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

La rabbia delle formichine

Quanta distanza esiste tra il volere e il potere? Da piccoli ci hanno raccontato che avremmo potuto fare ciò che più ci sarebbe piaciuto e poi da adulti siamo quelli costretti a morderci la lingua per non essere licenziati.

La verità? Siamo piccoli in un universo enorme. Siamo particelle finite di qualcosa che andrà avanti sempre e comunque anche senza di noi. I Greci lo sapevano bene.

Utilizziamo gli ospizi per sollevarci la vita dalle incombenze che genera un corpo vecchio e non ci accorgiamo che passato qualche anno saremo nella stessa situazione, ma al contrario. Il corpo vecchio saremo noi e a quel punto ci saremo trasformati in una macchina inutile per la società, un peso per la famiglia, un cumulo di ricordi che nessuno conoscerà mai fino in fondo e che andranno persi. Come tutto di noi, tranne la genetica. I nostri figli avranno gli stessi occhi, i nipoti, avranno quel carattere così tenace, come il nonno, oppure la vena artistica della genealogia e della nostra esistenza rimarrà alla fine un piccolo segno, forse ancora più insignificante di ciò che abbiamo fatto in vita.

Per questo esiste l’arte, declinata nelle sue infinite sfaccettature, che sia teatro, pittura, musica o scrittura. Siamo molto più di formichine che passano nel mondo, nell’unico istante in cui dimentichiamo la nostra dimensione e immaginiamo, creiamo, oltre il possibile, al di là del reale.

Ha 92 anni, è costretta da 3 anni a non muoversi, le sue gambe sono troppo vecchie per camminare, il suo cervello ha le connessioni lente e i pensieri poco chiari. Eppure vive, se possiamo chiamare vita un corpo completamente immobile, sordo, ipovedente, una mente non lucida che non vede altro che la televisione, senza alcuna socialità. In preda ai suoi frequenti deliri, un giorno pretende di essere messa in piedi, per andare in bagno:

“Perché tu mi vedi seduta qui, ma non sai che quando nessuno mi vede io mi alzo e vado dove voglio”.

Anche a 30 anni ci si può sentire così. Impotenti. Avere fame di tutto, senza che nulla sembri essere alla nostra portata. I sogni salvano, con potenza, più di qualcuno lo sa. Potersi proiettare in un’altra dimensione ci permette di arrivare ovunque col pensiero, di dare a noi stessi una possibilità, oltre l’innegabile realtà.

Non si sa se di nostro alla fine esiste solo ciò che si sente e se tutto quello che ci circonda alla fine è poco più di una bugia. Verrebbe da citare il film The Truman Show. Per questo l’immaginazione deve essere una pretesa. Poter sognare la persona giusta, il lavoro che desideriamo, il viaggio della nostra vita.

Potrebbe essere una materia scolastica, Immaginazione. Insieme allo studio di chi, prima ancora di raggiungere i propri obiettivi, li ha a lungo sognati. Di chi ha trasformato la rabbia di essere una formichina, in qualcosa di molto più grande e reale. Se sia possibile farlo, ce lo insegna proprio il regno animale. Chi direbbe mai che un essere vivente così piccolo sia in grado di trasportare cose di un peso superiore quasi di 50 volte il proprio?

Viva le formichine e chi di questa esistenza ne fa un’arte.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

mercoledì 7 Dicembre 2022