Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Il monte della Rivolta

Era un pomeriggio di agosto e Simón camminava sulla riva del fiume Aniene in cerca di refrigerio dalla torrida calura cittadina. Passeggiava con l’amico e precettore Don Rodríguez, al quale era stato affidato dopo la prematura morte dei genitori. Simón non aveva neanche dieci anni quando successe, ossia quando la tubercolosi si portò via i suoi, lasciandolo orfano. Da allora era dovuto crescere in fretta: a quattordici anni era entrato nell’esercito; due anni più tardi aveva abbandonato la sua casa, il Sud America, per trasferirsi in Spagna, dove aveva sposato una ragazza, morta anche lei poco tempo dopo. Devastato dalla nuova perdita, Simón aveva intrapreso un lungo viaggio, che l’aveva portato prima in Francia e poi a Roma.

SimonBolivar

La città eterna lo affascinava e gli aneddoti di Don Rodríguez facevano riaffiorare nella memoria gli avvenimenti studiati sui libri di storia antica. Anche durante la scampagnata vicino alle rive dell’Aniene, mentre salivano sul Monte Sacro, Don Rodríguez riesumava vecchie storie. Proprio lì, raccontava, il popolo romano nel 494 a.C. si era ribellato per la prima volta ai patrizi, ai loro soprusi e ad un sistema che lo sfruttava senza dare nulla in cambio.

In quegli anni della Repubblica, le istituzioni romane erano dominate dalle famiglie patrizie, mentre il resto della popolazione, la plebe, non disponeva di rappresentanti politici. L’insofferenza nei confronti della classe dominante era inoltre aggravata dal frequente ricorso al Nexum, un’odiata regola che permetteva la riduzione in schiavitù per debiti. Di fronte ad una situazione già tesa, le agitazioni delle popolazioni confinanti contribuirono ad infiammare gli animi e, dopo l’ennesima promessa di riforma infranta da parte dei patrizi, i plebei si rifiutarono di prendere le armi contro i nemici di Roma e si accamparono al di fuori delle mura della città, sul Monte Sacro. A seguito di una lunga trattativa, i patrizi acconsentirono infine all’istituzione dei tribuni della plebe come rappresentanti del popolo e furono posti anche dei limiti all’uso del Nexum. Da quel momento, il Monte Sacro divenne per il popolo romano un simbolo di rivolta e di riscatto.

5273c5ca

Dopo aver ascoltato, rapito, questi racconti, Simón fu pervaso da un’indomabile pulsione di libertà e su quella collina, non lontano dal punto in cui l’Aniene confluisce nel Tevere, Simón giurò. Giurò a Dio, a se stesso e a chi lo accompagnava quel giorno che avrebbe combattuto il regime coloniale che da troppo tempo opprimeva la sua terra e che non si sarebbe fermato prima di averla liberata dalle catene che la legavano alla corona spagnola.

maxresdefaultCosì, mosso dal ricordo di lontani avvenimenti del passato, il 15 agosto del 1805 quel ragazzo di ventitré anni che di cognome faceva Bolívar decise di cambiare per sempre le sorti del suo continente, lottando per la sua indipendenza. Per destino o per fortuna, meno di vent’anni dopo, poté affermare di esserci riuscito.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

martedì 6 Dicembre 2022