Gli ospiti siamo noi: “Progetto utopia per animali bisognosi”, intervista a Valentina Perina

Odore di bosco. Da quanto tempo non lo annuso. Quell’odore totalizzante che sotterra ogni altro pensiero e fa esplodere il desiderio ancestrale di essere terra, natura e foresta, in tutta la loro potenza. Nel bosco gli uomini sono insignificanti, gli animali invece ne compongono e spezzano i ritmi. Quest’intervista “speciale” è dedicata proprio al mondo degli animali e di chi ne preserva il rispetto e la cura. Valentina Perina, e la sua passione per il mondo degli animali, hanno 31 anni. Noi abbiamo avuto il privilegio di ascoltare la sua storia e di raccontarvela.

Da tre anni, immerso nel bosco, a Cinte Tesino, esiste concretamente il “Progetto utopia per animali bisognosi”. Di cosa si tratta?

«Hai detto bene: concretamente. Il progetto ha attraversato diverse tappe di trasformazione prima realizzarsi in tutto e per tutto ma è da 10 anni che accolgo, curo e aiuto molti animali insieme al mio compagno Francesco Zanghellini. “Progetto utopia per animali bisognosi” è un rifugio anti-specista: vuol dire che accogliamo – nell’ottica di curarlo e mantenerlo secondo le sue esigenze e senza scopo di lucro – qualunque tipo di animale proveniente da sequestri, recuperi da parte di associazioni, cessioni da parte di privati e i classici abbandoni.»

Infatti quello che spesso non si tiene in considerazione è che la produzione massiva di latte o uova causa negli animali veri e propri danni…

«È proprio così. Ed è vero che spesso non conosciamo i nostri animali, nemmeno quelli più “comuni”. Ho avuto l’opportunità, vivendo con loro 24 ore su 24, di studiarli in maniera approfondita e di capire, per esempio, quanto sia sfiancante per le galline la produzione infinita di uova: non è per loro naturale.»

Possiamo definire la tua oasi un vero e proprio hotel a 5 stelle per gli animali, anzi un paradiso. Immagino che per voi non sia facile, qual è l’obiettivo di questo progetto?

«Di sicuro non possiamo mai andare in vacanza, né io né Francesco. Ma la scelta di essere un punto di riferimento per tutti gli animali è un modello di vita. Il nostro obiettivo è quello di diventare un rifugio olistico, dove non solo gli animali sono liberi di essere ciò che desiderano, senza alcuno sfruttamento, ma vengono anche curati e trattati, tenendo conto sia del loro benessere fisico, sia di quello emozionale che – come ho appreso durante il corso di specializzazione in fito nutraceutica ed il corso triennale in naturopatia per il benessere animale – anche negli animali è fondamentale. Vorrei perciò offrire consulenze specifiche a tutte le persone che ne hanno bisogno.»

So che i vostri animali sono quasi 300, ma ciò che stupisce ancora di più è la diversità delle specie che curate…

«Sì, non facciamo differenze! Abbiamo gatti, cani, conigli, pappagalli di varie specie – compresi un pappagallo Amazzone e un pappagallo Cenerino – piccoli roditori come criceti, degu, gerbilli, concillà, tamia(lo scoiattolo giapponese), ricci africani, furetti, citelli, cavie, e poi galli, galline, anatre, oche, colombi, fagiani, quaglie, capre, pecore. Per ognuno di loro c’è una storia, come per la pecorella Neve, trovata nel periodo di Natale in stato di ipotermia in mezzo alla neve. Probabilmente dimenticata dal gregge, con tante cure è cresciuta bene diventando, in questi mesi, un po’ la nostra mascotte.»

È possibile contribuire in qualche modo a questo bellissimo progetto che state portando avanti con tanta tenacia, dedizione a passione?

«Proprio in questo periodo abbiamo raccolto, in occasione della Pasqua, piccoli contributi. Facciamo poi, sempre volentieri, adozioni a distanza, adozioni vere e proprie qualora sia possibile, lotterie ed eventi di volontariato e benessere uomo-animale all’interno della nostra oasi. Per tenervi sempre aggiornati sulle nostre attività potete visitare la nostra pagina Facebook. Se poi volete darci una mano, i piccoli contributi sono i doni migliori.»

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giovedì 29 Luglio 2021