Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Giovani e lavoro: Davide Penna e la musica a 360 gradi

Davide Penna, borgomanerese classe 1988, è titolare dello studio di registrazione “Audiorizon”, dove offre servizi di recording, di arrangiamento e di didattica. La musica è la sua più grande passione e, da qualche anno, è diventata anche il lavoro a cui ogni giorno dedica impegno ed energia.

Davide, come nasce “Audiorizon”?

Lo studio nasce dalla voglia spassionata di convogliare tutte le mie esperienze in un unico posto dove si possa fare musica a 360 gradi, sia per mio piacere personale che, ovviamente, per soddisfare richieste esterne. Ho parlato di “esperienze” proprio perché negli anni ho avuto modo di misurarmi su diversi fronti: chitarrista turnista dal vivo, sound engineer in studio, produttore di jingle per cortometraggi, tecnico di editing per audiolibri, docente di chitarra e canto… Il significato del nome dello studio vorrebbe essere un po’ questo effettivamente, ovvero di collegamento dinamico tra tutto ciò che si conosce (HORIZON) e il percepire/ascoltare (AUDIO) ciò che la musica rende etereo: competenza in funzione dell’arte.

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro e che cosa ti piace di meno?     

La parte più entusiasmante è sicuramente la creazione di qualcosa di nuovo e il coinvolgimento personale che ne deriva: tutto quello che esce dallo studio conserva al suo interno una piccola parte di me ed è incredibilmente appagante poter percepire l’entusiasmo dei clienti mentre si sta creando insieme. La parte più noiosa del mio lavoro è chiaramente l’editing delle tracce: quel processo in cui, dopo aver registrato tutto il materiale di un disco o di una performance, si iniziano a numerare le tracce, si sistemano, si tolgono eventuali problemi sfuggiti in registrazione, si aggiusta qui e lì il pitch di uno strumento… Insomma, la parte tecnica nuda e cruda. È sicuramente un lavoro fondamentale per poter proseguire e dopo anni di esperienza sono parecchio rodato, ma mi annoia ancora immensamente!

Hai lavorato come backliner per la PFM e per Loredana Bertè. Che cosa hai portato a casa da queste due importanti esperienze?

La capacità di improvvisare. Nel mondo dei tour ci sono cose estremamente organizzate in dettaglio e altre invece che sembrano sfuggire di mano o essere lasciate completamente al caso: quando capita di non capire niente di ciò che sta per succedere, devi improvvisare. Sul momento ti risulta impossibile, ti cade il mondo addosso. Ma quando poi ci riesci, ti senti veramente un figo (si può dire in un articolo?).

Un consiglio per chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

PAZIENZA, PERSEVERANZA e PASSIONE. Senza di queste, la musica non fa per voi. È un lavoro complesso in un ambiente frenetico in continua evoluzione e dove non si fanno i soldoni. Bisogna crederci e volare basso costruendo il proprio percorso gradino dopo gradino.

Progetti in cantiere?

Purtroppo il Covid ha ridimensionato molto le aspettative di tutti in ambito musicale, dai live (sempre più difficili da organizzare), alla DAD fino al mixaggio e mastering a distanza perché non ci si può interfacciare col cliente in presenza. Ce n’erano molti di progetti in cantiere che sono vanificati. Quello in cui spero ora è solo un futuro differente da quello che questa malattia lascia prospettare, dove le persone possano tornare a rispettarsi e a condividere liberamente e serenamente le proprie vite. Sarebbe già un traguardo, il resto può essere solo in discesa.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

martedì 6 Dicembre 2022