Giovani e lavoro: Martina Falagiarda, entomologa per caso

Martina Falagiarda, classe 1990, laureata in Scienze Ambientali, dal 2018 lavora a tempo indeterminato come entomologa presso il Centro di Sperimentazione Laimburg in Alto Adige. Ci accoglie con un sorriso che le illumina di dolcezza gli occhi castani.

Come hai scelto questa particolare professione: l’entomologa?

Non ho scelto io l’entomologia, è stata lei a trovarmi. Mi appassionava la microbiologia in agraria, in modo particolare la fitopatologia: la scienza che studia le malattie delle piante e l’utilizzo dei microorganismi nella loro protezione. Sull’argomento ho svolto un tirocinio in triennale presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. In specialistica invece ho lavorato a contatto con gli insetti e con i sistemi di difesa naturale che ho trovato particolarmente interessanti. Terminati gli studi avrei potuto puntare su vari ambiti ma alla fine sono entrata nell’entomologia agraria.

Come sei arrivata in Laimburg e in cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio relatore mi invitò a presentare la mia tesi in una conferenza a Mainz in Germania. Tra le persone presenti conobbi un gruppo di lavoro sui funghi entomopatogeni – l’argomento della mia tesi – proveniente da Austria e Svizzera. Con loro collaborava un ragazzo altoatesino dipendente di Laimburg, l’ente provinciale di ricerca agraria di Ora (BZ). Non conoscendo il Centro, mi incuriosii e, visitando il loro sito web, vidi alcune posizioni aperte. Inviai la mia candidatura ed eccomi qua ad occuparmi della lotta biologica alle Halyomorpha halys, cioè le cimici asiatiche! La loro durata di vita può variare da qualche mese a più di un anno a seconda che siano svernanti o meno. Ormai condivido il mio tempo con loro da quasi tre anni. Il mio lavoro consiste nel monitoraggio delle uova di cimice e per questo svolgo controlli visivi in tutto il territorio altoatesino, le raccolgo e ne studio la percentuale di parassitizzazione in laboratorio. L’antagonista specifico della cimice, Trissolcus japonicus, esoticamente chiamato vespa samurai, misura solo un millimetro e mezzo e colpisce proprio le uova.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che vogliono intraprendere la professione di ricercatore?

Innanzitutto di scegliere un argomento che li appassioni e non solo uno che permetta loro di entrare facilmente nell’ambito della ricerca. In secondo luogo deve essere qualcosa che mantenga il loro interesse a lungo, perché poi dovranno studiarla approfonditamente. Infine consiglio caldamente di svolgere delle esperienze all’estero in modo da imparare anche altre lingue. A me, ad esempio, è tornata utile l’esperienza di due anni a Vienna anche per il conseguimento del patentino di tedesco. In sintesi: aprirsi più orizzonti possibili!

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martedì 7 Dicembre 2021