Giovani e lavoro: l’esperienza di Stefania al Centro Genitori e Bambini di Trento

Stefania Simeoni, 36 anni, dal 2012 è educatrice del Centro Genitori e Bambini di Trento, una realtà pubblica in Trentino che offre a genitori e figli la possibilità di incontrarsi e condividere momenti di relazione e di gioco con altri genitori e bambini. Nel suo ruolo, coniuga le competenze artistiche maturate all’Istituto d’Arte e all’Università con quelle pedagogiche che ha approfondito dopo la laurea, unendo la passione per l’arte con quella per l’ambito dell’educazione dell’infanzia.

Ciao Stefania, puoi spiegarci un po’ più nel dettaglio in cosa consiste la tua attività?

«Il Centro in cui lavoro offre ai bambini e alle bambine di età fino a 36 mesi e ai loro genitori l’opportunità di condividere momenti di incontro e attività laboratoriali con il supporto di personale educativo qualificato. Siamo tre educatrici e offriamo esperienze di relazione e di gioco attraverso la musica, il movimento, il massaggio infantile, la lettura. Solitamente ad ogni percorso partecipano 10 coppie genitore-bambino».

In che modo l’attività del Centro si differenzia da quella di un Nido d’Infanzia?

«Il nido d’infanzia è un servizio educativo e sociale che collabora con le famiglie nel crescere le bambine e i bambini di età compresa tra 3 mesi e 3 anni residenti nel Comune di Trento. Avvalendosi di personale qualificato, il nido propone durante la giornata educativa spazi, attività e materiali all’interno di relazioni significative con le educatrici e fra i bambini. Il Centro Genitori e Bambini è un servizio educativo integrativo pensato e dedicato ai bambini dalla nascita ai 3 anni e ai loro genitori. Nel nostro Centro si offrono opportunità, a bambini e adulti insieme, di condividere relazioni e momenti di gioco. Le nostre proposte educative tengono conto di questa ricchezza di esperienze e ogni anno seguiamo percorsi di formazione specifici, dai quali possiamo trarre spunto per elaborare nuove attività. Quest’anno ad esempio abbiamo inserito dei percorsi per bimbi dai 18 mesi in su che si svolgono all’aperto, per la scoperta e la conoscenza della natura».

Come sei arrivata a ricoprire questo ruolo così particolare che mette insieme l’educazione con la creatività? 

«La mia formazione è stata prevalentemente artistica, con una qualifica di Maestro d’arte all’Istituto Vittoria di Trento e la Laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento. Mi sono però diplomata al Liceo Socio-psico-pedagogico di Borgo Valsugana e subito dopo la Laurea ho seguito il corso F.S.E. Baby Life, che al tempo permetteva di acquisire il titolo di educatore per l’infanzia. Proprio durante questo corso, grazie ad una delle insegnanti, ho scoperto la figura dell’atelierista nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia».

Puoi dirmi qualcosa in più su questa figura?

«L’atelierista è una figura professionale che ha una preparazione nell’ambito delle arti espressive e che contribuisce insieme agli insegnanti e agli educatori a organizzare esperienze di gioco e sperimentazioni che coinvolgo i vari linguaggi dei bambini. È una figura legata al Reggio Emilia Approach ispirato da Loris Malaguzzi, che ho avuto modo di conoscere perché proprio a Reggio Emilia, dopo la laurea, ho potuto affiancare un atelierista che mi ha insegnato le basi di questo lavoro. Quando ho vinto il concorso comunale come educatrice d’infanzia, avevo già questa esperienza alle spalle e ho trovato spazio per valorizzarla nel Centro Genitori e Bambini».

La passione per l’arte è parte della tua attività professionale, ma se non sbaglio anche nel tempo libero assorbe molto del tuo tempo…

«Sì, la dimensione creativa per me è fondamentale e per questo mi dedico alla realizzazione di opere con diverse tecniche espressive – pastello e scultura con l’argilla. Lavori che ho avuto la fortuna di esporre in più occasioni, al Trentino Bookfestival, alla Galleria Civica di Bolzano, al Muse a Palazzo Trentini, presso il Convento di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo e alla galleria d’arte Fogolino di Trento».

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domenica 29 Novembre 2020