Giovani e lavoro: “I nostri colori”, intervista a Verena Suraci, consulente d’immagine ed esperta di armocromia

Verena Suraci, esperta d’immagine e di armocromia, classe 1994, ha raccontato ad UnderTrenta il suo lavoro ed il percorso formativo che l’ha portata a realizzarsi professionalmente. Il lockdown dell’anno scorso si è rivelato per lei illuminante, facendole capire quali sono le sue reali passioni.

Torniamo un po’ indietro nel tempo: qual è stato il tuo percorso di studi?

«Non avendo ancora le idee chiare su cosa avrei voluto da fare da grande, ho scelto il liceo delle scienze umane, sapendo che mi avrebbe potuto dare una buona base di cultura generale. Dopo la maturità ho deciso di assecondare le mie passioni: ho iniziato così il mio percorso alle scuole “Barelli” di Rovereto, dove mi sono diplomata come “tecnico dei trattamenti estetici”. Dopo due anni di lavoro in un hotel cinque stelle, ho iniziato a lavorare in farmacia: un lavoro, quest’ultimo, per me molto più stimolante del precedente, in quanto mi permette di rapportarmi in maniera attiva con l’utenza.»

Come sei arrivata all’armocromia?

«Tutto è iniziato durante il lockdown dello scorso anno, quando una collega mi ha consigliato “Armocromia” di Rossella Migliaccio. La lettura di quel libro mi ha aperto un mondo per me non soltanto accattivante, ma anche complementare al campo estetico. Mi sono subito iscritta ai corsi online della Migliaccio, grazie ai quali ho acquisito le competenze necessarie per diventare consulente d’immagine.»

Quando hai iniziato a mettere in pratica quanto imparato?

«Dopo aver utilizzato come “cavie” fidanzato, amici e familiari, mi sono accorta di quanto tutto ciò riscuotesse successo e mi sono quindi detta: perché non trasformarlo in un secondo lavoro? Ho quindi iniziato a viaggiare in lungo e in largo per il Trentino, alla ricerca di collaborazioni con centri estetici e negozi di abbigliamento. Ho continuato poi a promuovere le mie consulenze tramite Instagram, riuscendo così a trovare tante nuove clienti.»

Come funziona una consulenza?

«Ci sono tre step: il primo è lo studio dei colori (adatti alla persona in questione) partendo dal suo mix cromatico, composto dal colore di occhi, pelle e capelli. Ciò prevede l’uso di drappi di stoffa di differenti tonalità, che vengono avvicinati al viso della cliente, scegliendo quelli più valorizzanti, in grado di minimizzare le imperfezioni del volto, illuminandolo. Il secondo step prevede invece lo studio delle forme di corpo e viso, per poter così capire che tipologia di vestiti, acconciatura e accessori si adattino al meglio. Nel terzo ed ultimo step si analizza lo stile dell’interessata, per creare un guardaroba totalmente personalizzato.»

Nel corso del tempo il corpo inevitabilmente cambia: se faccio una consulenza oggi, dovrò farne un’altra anche fra dieci anni?

«Assolutamente no. La forma del corpo ed i nostri colori, restano tali per tutta la vita. È per questo che alle mie clienti continuo a ripetere che è un investimento su sé stessi che vale la pena fare: fatto una volta, si è a posto per sempre.»

Mi hai parlato di “clienti” al femminile: hai fatto consulenze anche a qualche uomo?

«Sì, soprattutto ultimamente. E devo dire che, spesso e volentieri, danno anche molta più soddisfazione delle donne: seguono molto di più i consigli!»

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giovedì 25 Febbraio 2021