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Giovani e lavoro: Elena De Biase, ingegnere ambientale

Elena De Biase, padovana laureata in Ingegneria, a soli 31 anni è Responsabile commesse in ETC Engineering, uno studio di progettazione di Trento che opera nel campo dell’ingegneria sanitaria. Elena è tra quei giovani che hanno la fortuna di individuare il loro percorso professionale sin da giovanissimi e sanno seguire il filo della propria passione con impegno e determinazione, fino all’obiettivo.

Elena, come ti sei avvicinata al settore dell’ingegneria ambientale?

«Mi hanno sempre interessato molto il trattamento dei rifiuti e la gestione sostenibile delle risorse, in particolare dell’acqua. Non so bene come mai, a dire il vero, ma già negli ultimi anni delle superiori ero molto sensibile a questi temi. Per la maturità, infatti, ho preparato una tesina sul riciclo dei rifiuti come forma d’arte. Quando è stato il momento di scegliere l’università, non ho avuto dubbi».

Qual è stato il tuo percorso a livello universitario?

«Ho frequentato la triennale in Ingegneria ambientale a Padova, mentre per il biennio della specialistica mi sono spostata a Trento scegliendo il percorso più incentrato sull’Ingegneria sanitaria, ossia il tema del trattamento dei reflui prima del loro scaricato nei fiumi, nel mare o nel sottosuolo».

Il primo approccio al mondo del lavoro com’è stato?

«Già durante la redazione della tesi di laurea ho fatto uno stage in una realtà pubblica veneta che gestiva il servizio idrico integrato, poi ho lavorato due anni in una società, sempre in Veneto, che faceva invece trattamento acque per uso industriale, ad esempio aziende petrolchimiche, raffinerie, acciaierie o grandi industrie alimentari. Tutte le realtà che utilizzano l’acqua e devono controllare le caratteristiche sia durante il loro utilizzo che prima dello scarico».

E oggi invece di cosa ti occupi qui a Trento?

«Ora lavoro in ETC Engineering, una società dinamica e in forte crescita che si occupa di progettazione di impianti di depurazione dell’acqua di scarico e, nell’ultimo periodo, anche di impianti di potabilizzazione, un nuovo ramo che, insieme ad altri colleghi, stiamo sviluppando. Attualmente come Responsabile commesse seguo la parte progettuale di varie commesse, dai calcoli idraulici e di processo alla gestione delle tempistiche e delle risorse economiche necessarie. Da un paio di anni sono anche Responsabile della formazione e dello sviluppo di tutto il team aziendale, circa 40 persone».

Come mai hai scelto di lavorare nel settore privato piuttosto che nel pubblico o da libera professionista?

«Essere parte integrante di uno studio privato medio-grande come ETC Engineering mi permette di lavorare su progetti molto stimolanti che mi danno la possibilità di affrontare tematiche e conoscere soluzioni emergenti del settore. Un altro aspetto che ritengo fondamentale, però, sono le relazioni interpersonali: il successo è determinato in larga misura dal saper far vincere il team e non dal successo personale. Nel corso dei vari progetti mi sono resa conto che una delle cose che mi dava più soddisfazione era contribuire a far crescere i miei colleghi. Quando mi è stato proposto di seguire lo sviluppo e la formazione di ETC sono stata entusiasta di questa occasione e che si credesse nelle mie capacità».

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giovedì 29 Settembre 2022