Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Giovani e lavoro: Andrea Diani, conduttore radiofonico e formatore

Andrea Diani è un giovane conduttore radiofonico della radio veronese RCS Radio. Studia Lettere e Scienze della Comunicazione all’Università di Verona, dove sviluppa fin da subito la sua passione per la radiofonia e, assieme ad altri studenti, fonda Fuori Aula Network, radio universitaria veronese. Dal suo racconto si percepisce come la radio, apparentemente aperta “a pochi”, offra opportunità a chi vuole inserirsi in questo mondo, mettendosi in gioco per divulgare conoscenza.

Andrea, come hai cominciato a lavorare in radio?

Ai tempi dell’università ho fondato, assieme ad altre persone, la radio universitaria di Verona, Fuori Aula Network. È un progetto nato “dal basso”: da studenti, abbiamo fondato questa radio per poter acquisire più conoscenze sulle dinamiche della radiofonia. Con il passare degli anni, questo progetto è diventato un laboratorio. Così, per me, la radio è diventata un lavoro. Il mio compito era formare gli studenti universitari a lavorare in radio. Poi, a causa della pandemia, l’università e tutte le sue attività si sono fermate.

E ora di cosa ti occupi?

Da circa un anno e mezzo ho iniziato a collaborare con una radio locale veronese – Radio RCS. Inizialmente mi occupavo della radiocronaca sportiva del calcio dilettante, poi mi sono occupato di attualità, con una serie di Speciali e un Giornale-Radio.

Quindi quando hai cominciato a lavorare come conduttore radiofonico avevi già esperienza in radio. Chi ha esperienza solo in altri settori giornalistici ha la possibilità di inserirsi in questo ambito?

Assolutamente sì, soprattutto oggi, che la comunicazione è sempre più trasversale. Spesso siamo portati a pensare che ci sia solo un tipo di giornalismo, ma non è così: il giornalismo è scritto, radiofonico, televisivo. Ogni esperienza giornalistica, intesa come canale di comunicazione o tematica approfondita, è utile per lavorare in radio.

Cosa consiglieresti di fare ad un giovane che vuole intraprendere il lavoro del conduttore radiofonico?

Mettersi in gioco il prima possibile, essere disponibili, versatili e fare molta pratica (anche da soli). Io, ad esempio, lavoro come conduttore del mio programma, ma mi occupo anche della raccolta e stesura delle notizie, della gestione tecnica durante la diretta e dei social network. È molto importante avere ben chiaro l’obiettivo da raggiungere. Chi vuole lavorare in una radio nazionale dovrebbe, prima di tutto, verificare di averne la predisposizione (non tutti ce l’hanno!). Chi, invece, desidera semplicemente divulgare le proprie conoscenze su una passione, dovrebbe approfondire tale tematica e imparare a trasmetterla in modo efficacie. Ma, soprattutto, è indispensabile avere un messaggio valido. Al giorno d’oggi, internet e i social network hanno aperto la possibilità a tutti di comunicare, anche a chi non ha nulla di interessante da dire. Ciò è un bene, ma la radio ha delle esigenze che i social non hanno. Ovviamente, di questo bisogna tenerne conto!

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

mercoledì 7 Dicembre 2022