L’occhio su Trento: al cospetto del Nettuno

Foto di Ilaria Bionda

Uno dei simboli di Trento – e un elemento scenografico che contribuisce al fascino di Piazza Duomo – è senza dubbio la Fontana del Nettuno. Recentemente restaurata, è visibile oggi in tutto il suo originario splendore nella piazza principale della città.

Costruito in stile barocco tra il 1767 e il 1769 su progetto dello scultore Francesco Antonio Giongo, il monumento è collocato dove si installava, durante la festa del patrono San Vigilio, la cosiddetta “macchina dei fuochi”, ossia una costruzione decorata in legno, tela e cartapesta da cui partivano i fuochi d’artificio dello spettacolo pirotecnico.

Oltre a rappresentare un arredo urbano artisticamente di pregio, la fontana aveva l’importante compito di portare acqua salubre all’interno delle mura cittadine. Le vicende legate all’approvvigionamento idrico furono però varie e complesse, a causa delle modeste tecnologie dell’epoca.

La scelta del soggetto è stata considerata “audace” poiché veniva di fatto rappresentato il mare in una città montana, oltre a una divinità pagana come il Nettuno nei pressi di un luogo importante per la cristianità come la sede vescovile sita nel Palazzo Pretorio. Le spiegazioni di tale preferenza non sono del tutto chiare e rimandano sia ai valori dell’illuminismo e alla conseguente scelta di un soggetto laico, sia all’assonanza tra l’antico nome della città e il simbolo del dio del mare: Tridentum e il tridente.

Dal 1942, il Nettuno che ci osserva dall’alto della fontana è una copia in bronzo realizzata dallo scultore Davide Rigatti. L’originale in pietra – opera di Stefano Salterio – si trova invece protetto dalle intemperie nel cortile del poco distante Palazzo Thun, sede del municipio di Trento, in via Belenzani. Come giusto sia, intorno al sovrano del mare si trovano vari abitanti degli abissi, come tritoni e cavalli marini.

Trento non è l’unica città ad avere il suo Nettuno: le raffigurazioni del dio del mare in Italia sono numerose. Nelle piazze di altre città del nostro paese svettano, infatti, fontane simili: dalla vicina Rovereto, a Bologna e Firenze, sino alla capitale Roma e alla siciliana Messina. Inoltre, nella piazza della cittadina tedesca di Elberfeld, nel Wuppertal, si può ammirare una copia identica della fontana trentina, realizzata dallo scultore Leo Müsch.

Inizialmente criticato per l’ingente spesa, oggi non immagineremmo mai Piazza Duomo senza questo monumento di 12 metri, dalla quale sommità Nettuno osserva la frenesia della vita cittadina, vegliando su di noi e sugli incontri che giornalmente avvengono al suo cospetto.

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giovedì 29 Luglio 2021