“Ditelo con i fiori”: le scale per il paradiso profumano di mughetto

Ci troviamo in una zona di penombra del sottobosco prealpino. Dal terreno non ancora del tutto sbrinato fanno capolino due foglie lanceolate di larghezza compresa tra i due e i quattro centimetri, lisce e verdi brillanti. Di lì a qualche giorno tra loro si ergerà uno stelo alto circa 15-20 cm, che si piegherà ad arco sotto il peso di candidi fiorellini a forma di calice, disposti a spiga su di esso. Quando poi arriverà il caldo, si svilupperanno frutti a bacca di colore rosso, creando un piacevole contrasto con il bianco delle inflorescenze. Ogni anno nasce così il mughetto, a omaggiare la Primavera, di cui è il simbolo incontrastato.

È una pianta erbacea perenne velenosa, che, come suggerisce il suo nome scientifico, Convallaria majalis, fiorisce principalmente nel mese di maggio in convalle, suo habitat naturale. Contiene molti glucosidi cardioattivi, tra cui la Convallatossina, che lo rendono un ottimo cardiotonico e diuretico, se consumato in dosi controllate e sotto la supervisione di un medico. In cosmetica viene spesso utilizzato nella creazione di profumi per la sua fragranza delicata ma intensa. Una leggenda narra che l’usignolo attenda ogni anno la sua fioritura e, di conseguenza, il suo inebriante odore, per iniziare la ricerca di una compagna.

Il mughetto incarna i valori di castità, purezza, modestia e felicità che lo hanno reso fin dal Medioevo un ottimo riempitivo per i bouquet nuziali. Secondo alcune credenze popolari, invece, il suo aroma possiede proprietà benefiche per la memoria e, pertanto, era utilizzato durante i riti sacri.

Nel linguaggio dei fiori, poi, esso rappresenta un portafortuna, un augurio di buon auspicio, di ritrovata serenità e di felicità duratura: probabilmente derivato dal suo stretto legame con la stagione primaverile, simbolo di rinascita per eccellenza. Anche nella tradizione cristiana esistono ben tre diverse leggende sulla nascita di questo fiore: la prima lo vorrebbe sbocciato dalle lacrime di Eva costretta ad abbandonare il Paradiso Terrestre insieme ad Adamo; la seconda dalle gocce del sangue di San Leonardo durante la sua serrata lotta contro il demonio; e la terza dalle lacrime di Maria alla vista del figlio crocifisso sul Calvario.

Nella visione pagana, invece, gli si attribuiscono proprietà magiche di protezione dei giardini dagli spiriti maligni e di amuleto contro gli incantesimi delle streghe. Il mughetto è anche identificato come il fiore delle Fate, che utilizzano i suoi calici come coppe da cui dissetarsi.

In molti Paesi europei, infine, vi è la credenza che questa pianta avvicini l’uomo al Cielo, infondendogli una visione positiva e radiosa del mondo e del futuro. Questo è dovuto soprattutto alla disposizione a scalini dei fiori sullo stelo, che sembrano tendere verso l’alto e che sono valsi a questa piccola candida pianta il soprannome di “Scale del Paradiso”.

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martedì 7 Dicembre 2021