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Comunicazione e socialità, i fondamentali sul lavoro e non solo. L’intervista a Ilaria Petrone, Community Manager di Fondazione CR Alta Valsugana

Ilaria Petrone, originaria di Moena, in Val di Fassa, è residente a Pergine Valsugana e nei suoi 30 anni, compiuti da poco, ha fatto, come lei stessa esordisce, “cose varie e variegate”.

Dopo la maturità scientifica, presso la Scuola Ladina di Fassa, si è iscritta all’Università di Trento, frequentando il corso di Lettere Moderne che, però, non ha mai concluso. Ha interrotto la carriera accademica, perché ha intrapreso, seppur per pochi anni, un’intensissima carriera politica, diventando Assessore del Comune di Moena, ruolo che ha ricoperto dal 2015 al 2020.

Ilaria Petrone spiega: “Questa esperienza mi ha insegnato la maggior parte delle cose che so fare ora: coordinare progetti, organizzare eventi, ascoltare e parlare con le persone”.

Oggi è una Community Manager: il suo lavoro è, quindi, comunicare, coinvolgere, organizzare, intercettare nuovi bisogni e soprattutto, sottolinea, produrre socialità.

Di cosa ti occupi, nello specifico, oggi?

Mi occupo di gestire gli spazi di coworking della Valsugana e il corretto funzionamento dei servizi connessi, le attività di amministrazione e segreteria, l’utilizzo delle sale e i rapporti con clienti e fornitori.

Una parte fondamentale è quella di riuscire a sviluppare dei rapporti con i coworker e le aziende della community, con i partner dei progetti e le organizzazioni della rete. Motivo per cui, come approfondiremo poi, organizziamo eventi e presidiamo anche i canali social.

Quanti sono gli spazi di coworking e dove sono?

In Alta Valsugana (Trentino) per Cassa Rurale Alta Valsugana gestiamo quattro spazi di coworking che si trovano nelle località di Levico Terme, Tenna, Vigolo Vattaro e Civezzano.

Attualmente i coworker che frequentano i nostri spazi sono circa 35, principalmente freelance e liberi professionisti, ma anche dipendenti pubblici e di aziende. Soprattutto durante la stagione estiva gli Hub vengono utilizzati anche da ospiti in vacanza e nomadi digitali.

Da chi vengono frequentati gli spazi di coworking che gestisci?

La maggior parte delle persone che lavorano nei nostri spazi sono residenti nel territorio dell’Alta Valsugana; non tutti sono originari del luogo, molti si sono trasferiti qui con la famiglia o proprio per lavoro. C’è chi invece, nato qui ma operante all’estero, torna nei periodi delle feste per stare con la famiglia e si appoggia ai nostri Hub per prolungare la propria vacanza.

Come mai un professionista sceglie di lavorare in uno spazio di coworking?

Scegliere uno spazio di coworking come luogo di lavoro può avere molte ragioni. Può esserci anzitutto una motivazione tecnologica: pur avendo ormai tutti la connessione Internet a casa, non sempre è performante come quella presente nei nostri spazi.
Altri, invece, vogliono semplicemente separare la vita lavorativa da quella privata e definire meglio il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato allo svago o alle relazioni e alla famiglia.

C’è chi più sceglie di lavorare in un coworking proprio per la rete, per le relazioni professionali che si possono costruire e perché no, anche quelle personali. Siamo felici di poter raccontare diverse storie di persone che si sono conosciute nei nostri Hub e che hanno instaurato un bel rapporto di amicizia, oltre alla dimensione lavorativa.

Cosa significa, per te, gestire questi spazi di condivisione del lavoro?

Poter lavorare e frequentare questi spazi è per me stessa un’occasione per imparare qualcosa di nuovo, ogni giorno.
Poter conoscere sempre persone nuove, con storie di vita ed esperienze professionali particolari, suggestioni e anche buoni consigli che in più occasioni sono risultati davvero utili e interessanti.

Fate anche altre iniziative in questi spazi? Qual è l’obiettivo?

Proprio per favorire questa connessione e contaminazione reciproca e creare vero impatto sociale sul territorio, abbiamo pensato di animare questi luoghi di lavoro per renderli anche spazi in cui accadono delle cose. È nata così lo scorso anno “Smart Academy” una rassegna di appuntamenti che vanno da ottobre a giugno e il cui obbiettivo è divulgare la cultura del fare impresa per interrogarci sul futuro del mondo del lavoro.

Per farlo, proponiamo ogni mese tematiche diverse, dell’educazione finanziaria alla comunicazione digitale, tecnologia, innovazione e crescita personale declinandole con incontri dai format disparati (laboratori, workshop, aperitivi culturali).

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il futuro è incerto, lo è sempre, finché non lo viviamo come presente. I progetti, forse più i sogni, sono sempre tanti. Sicuramente a breve, il prossimo passo sarà aprire il coworking a Pergine Valsugana dove risiederà anche la sede di Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana, l’ente che gestisce questi spazi per conto della banca.

Mi piacerebbe riuscire a raccontare di più e meglio le storie che nascono grazie ai nostri spazi di lavoro, perché ho imparato che alle persone serve semplicemente un luogo e un’occasione, per vivere un’emozione e poterla trasmettere, per poter comunicare anche alla società le proprie esperienze e permettere, così, di arricchirsi insieme.

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mercoledì 17 Aprile 2024