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Ladri di (momenti in) bicicletta

In queste giornate primaverili capita spesso che nel paesino di montagna dove abito piova. Non è una novità: chi frequenta la montagna in primavera o in autunno sa che il meteo è soggetto a repentini stravolgimenti. Insomma, in un attimo quel bel sole che prometteva una giornata calda e piacevole scompare, lasciando il posto a nuvolacce nere gravide di pioggia. E poi, dopo un nubifragio che dura qualche minuto, ecco di nuovo il sole.

L’altro giorno ho potuto assistere a questo alternarsi di fenomeni atmosferici “in prima fila”. La giornata cupa si era appena sfogata in un rapido temporale e qualche raggio di sole iniziava a spuntare. Ne ho approfittato per uscire a fare alcune commissioni. A piedi, perché vuoi che in mezz’ora torni a piovere? E senza ombrello, perché vuoi che in mezz’ora torni a piovere?

Naturalmente, in mezz’ora è tornato a piovere. Il paesino si è richiuso e le uniche forme di vita visibili eravamo io, seduto su una panchina sotto una tettoia, e qualche automobilista. Dopo qualche minuto di intenso acquazzone è uscito nuovamente il sole. È stato allora che mi sono accorto di una cosa che mi era sempre sfuggita, non essendo solito uscire in giornate del genere: i ciclisti. O meglio: il numero di ciclisti che ai primi raggi di sole sono comparsi come funghi, un po’ dappertutto e improvvisamente. Mi sono chiesto il perché di tutte quelle persone in bicicletta.

Andare in bicicletta è una forma sana di pazzia: sai che tra mezz’ora riprende a piovere, che esci a fare? È un’arte. Una maledizione e una benedizione insieme. Un modo di essere e di interpretare il mondo, di indagare il nostro ruolo in esso e il nostro rapporto con esso. Per dirla con Didier Tronchet, dal suo Piccolo trattato di ciclosofia, è “un movimento interiore, un’evoluzione mentale, una prospettiva più vasta, in grado di cambiare in meglio le nostre vite” e quelle degli altri. Pedalare fa bene all’ambiente e alla nostra salute psico-fisica. Tempo permettendo, scegliere la bicicletta al posto della macchina diminuisce lo stress e contribuisce a migliorare l’umore, grazie alla produzione di endorfine. Allena il nostro sistema cardiovascolare. Tonifica i muscoli. Non emette gas di scarico.

Ecco il perché di tutte quelle persone in bicicletta. Mi sono affrettato a tornare a casa, lasciando perdere le commissioni che mi avevano spinto a uscire: i nuvoloni neri si stavano riavvicinando e con essi la pioggia. Ma forse – prima del nuovo temporale – avrei fatto in tempo a pedalare per una ventina di minuti.

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sabato 3 Dicembre 2022