Abbiamo provato Houseparty, dove puoi fare il terzo senza incomodo – Sara Tomaselli

house

Quando sei invitato a casa di amici, è comune abitudine annunciarsi battendo due colpi alla porta, chiedere permesso, esclamare «Che bella casa!» guardandosi attorno fingendo meraviglia, tessere le lodi del nuovo impianto home theatre sacrificato al podcast di Sanremo. Insomma, comportarsi come si conviene a un bravo ospite.

Con HouseParty puoi venire meno a tutti questi convenevoli e calarti per una volta nella parte dell’amico impiccione che, per l’imperdonabile colpa di avergli detto «fai come se fossi a casa tua», arriva senza avvisare, entra senza bussare e scambia il tuo frigo per la mensa dei poveri.

La nuova app permette ai suoi utenti di videochiamare i propri amici, lasciando aperta la porta della chat agli amici di ciascuno, che possono entrare e invitare a loro volta nuovi amici in una crescente commedia degli equivoci.

Sul più bello infatti, interviene un nuovo membro portando con sé i suoi problemi di adsl: «Ti vedo, tu mi vedi?»«Io vedo Mario ma non vedo Stefania», «Non sento Francesca» via via, fino all’abbandono di tutti gli altri partecipanti.

Ne sarà comunque valsa la pena se vi capita l’ingresso inconsapevole di un amico che stava solo cercando di uscire dall’applicazione. È spassoso, o almeno credo lo sia stato per il ragazzo che ho chiamato involontariamente mentre facevo pratica tra i comandi.

Nel caso poi fossi tu a voler tagliare corto con il tuo nuovo gruppo di amici, l’app mette a disposizione quiz e giochi da tavolo disponibili solo in lingua inglese: uno dopo l’altro batteranno tutti in ritirata.

Dopo una serie di tentativi andati a vuoto, “entro” in casa di Marcela, una ex collega che ho perso, assieme ai benefits aziendali, dal momento delle mie dimissioni.

Ci sono anche Elena e Alberto, che confessano subito di essere imbucati come me. La discussione è un normale scambio di battute tra sconosciuti, tutte naturalmente declinate alla quarantena: tra chi esalta la videogenicità dell’insegnante di zumba, chi il ragù di zucca e lucanica preparato dalla mamma e chi scopro aver inteso la quarantena come un’irripetibile opportunità per sperimentare il menage à trois coi propri coinquilini.

Ci scambiamo i contatti social prima che la linea internet rompa la magia di questo incontro.

Houseparty mi ha restituito l’emozione di un aperitivo al buio e un giorno, magari tra non molto, qualcuno di loro mi ricorderà di questi giorni strani.

In fila alla cassa, in piedi sull’autobus, riuniti dal numero di attesa all’ortofrutta, ci scambieremo un’espressione aggrottata e uno dei due avanzerà per primo: «Hey, ci conosciamo?».

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lunedì 1 Giugno 2020