Innaffiando il Rosmarino

Sto innaffiando le piante del giardino condominiale.

Ho lo stile di un pompiere che sta salvando vite umane: con la mano sinistra tengo la pompa leggermente alzata e con la destra la impugno dove c’è il getto d’uscita. La tappo leggermente con il pollice, cosi l’acqua esce in modo diffuso e non a getto unico.

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Lo faccio da diverso tempo, ma per la prima volta colgo un aroma prorompente che si impossessa totalmente di me, del mio olfatto, della mia pelle e dei miei pensieri.
Passo la pompa a mia zia, che è la vera regina del giardino, e mi metto a digitare come un automa sul cellulare.

Sparita la postura tronfia da pompiere, mi ritrovo con testa bassa e spalle rannicchiate, m’immergo come rapita in quei pochi centimetri di schermo, e digito su google: Rosmarino.

Significato: arbusto aromatico sempreverde […]
Simbologia: greci e romani lo coltivavano come simbolo di immortalità dell’anima, veniva chiamato pianta dell’incenso, perché i suoi rami venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come incenso nei riti funebri. […]”

Ma costa sto facendo? Cerco informazioni? Ma sto delirando? Ma è li a mezzo metro da me, basta raccogliere un rametto per conoscerlo, questo rosmarino!

E’ difficoltoso da staccare, il rametto. Non si direbbe, ma è piuttosto resistente, pare un piccolissimo tronco allungato, in miniatura! Invece i rametti laterali, di colore verdino, sono morbidi e mi ricordano gli aghi di pino, se me li strofino sul braccio punzecchiano un po’. Che piacevole sensazione.

Rosmarino-rametto

Passo la mano energicamente come si fa col piumino della polvere dal basso all’alto, poi li sfioro, anzi direi li accarezzo. Vanno trattati con garbo. Certo che il rosmarino è resistente e delicato allo stesso tempo.
Sulle dita rimane subito il suo profumo inconfondibile.

In un attimo mi trovo catapultata nella mia infanzia, quando mia mamma lo metteva nel riso in bianco per dare un po’ di sapore. Poi lo visualizzo abbrustolito nel condimento dell’arrosto. Infine ricordo con che passione la mia amica erborista mi decanta le proprietà del rosmarino, usato in cosmetica, ottimo anche per i massaggi.

Mentre mia zia ha praticamente finito di bagnare il resto del giardino, io torno in contatto con la realtà e mi chiedo: da quante emozioni stavo scappando prima? Troppo comodo buttarmi sul cellulare e cercare nozioni con cui riempirmi la testa, non era forse meglio fare un tuffo nei ricordi, risvegliati dal profumo, e riprovare piacevoli emozioni?!

Certo che sì.

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I vostri commenti all'articolo

1
  1. Sonia

    Un racconto molto piacevole ed ironico ( l’ immagine del pompiere è molto divertente :- )
    che mi fa riflettere tra l’altro su quanto la parte ” mentale” troppo spesso prevalga su quella fisico/emotiva..ed è proprio vero…quanti ricordi in un profumo.
    brava Sara

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mercoledì 9 ottobre 2019