Noise, quando il rumore diventa musica

Tra confusione esistenziale e curiosità estrema: la sperimentazione sonora

Dal 2009 a oggi mi sono dedicato alla scoperta, all’ascolto e alla conoscenza del noise: un universo sonoro molto vasto, ma inesplorato. ‘Noise‘ in inglese significa rumore ed è proprio in questa semplice parola che è racchiuso il senso delle avanguardie sonore: fare del rumore l’oggetto principale di un’opera musicale propriamente detta, ma distante dai diktat comunemente riconosciuti per identificare una canzone, un brano o un album. La struttura di molti brani rientranti in questo genere, per esempio, non rispecchia lo schema classico del rock verso-ritornello-verso, piuttosto una scala dinamica dettata dall’intensità del suono, dal numero di strumenti coinvolti, dalla tipologia di rumore prodotta dalle fonti sonore utilizzate. Poiché tracciare in poche righe la storia del movimento delle avanguardie sonore è difficilissimo, se non impossibile, basti sapere che già a partire dai primi del ’900 il compositore futurista Luigi Russolo teorizzò, nel trattato L’arte dei rumori, l’impiego del rumore per arrivare a comporre musica totalmente basata su rumori puri. Della musica noise colpiscono i rumori prodotti dagli strumenti più bizzarri, mai visti su di un palco, e le motivazioni che portano alcune persone ad addentrarsi in un ambiente così difficile da codificare, ma altrettanto libero da barriere e privo di “manifesti”. Mi sono avvicinato a questo mondo ascoltando soprattutto me stesso, ciò che mi accade dentro quando assisto alle più audaci performance artistiche. Un senso di curiosità e meraviglia per i rumori e un senso di forte inquietudine e confusione. Ho potuto testare questo turbine di emozioni qualche tempo fa all’evento Protesi Acustiche X organizzato dall’etichetta noise Toxic Industries. La serata ha avuto per protagonisti alcuni performer e musicisti sperimentali tra cui i giapponesi Jiku55, il veterano Praying For Oblivion, gli sloveni Sevenborn And Rasturen e il nostrano, Fukte. Gli artisti hanno declinato il noise attraverso linguaggi molto diversi tra loro, lasciando ampio spazio all’interpretazione emotiva dello spettatore. Il mondo noise è tutto da esplorare con la curiosità di un bambino e con la consapevolezza che quello cui si va incontro non sempre sarà prevedibile.

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Cultura
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giovedì 27 aprile 2017