Riflessioni su “Colpa delle stelle” e “Bianca come il latte, rossa come il sangue”

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È probabile che questi due libri alcuni li abbiano letti o siano andati a vederne la riduzione cinematografica. Colpa delle stelle di John Green è stato uno dei più grandi successi degli ultimi tempi, mentre Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro d’Avenia è stato un discreto romanzo d’esordio.

Il tema trattato, il minimo comune denominatore, è in entrambi i casi la malattia in fase adolescenziale: nel primo caso il cancro, nel secondo la leucemia. La potenza dei protagonisti nei due testi è tuttavia molto differente. Nel romanzo di Green i due personaggi principali, Hazel Grace e Augustus, sono molto più coinvolgenti di quanto lo siano Leo, Silvia e Beatrice. Va sottolineato che nel romanzo di d’Avenia a essere ammalata è solo Bea, una figura tanto eterea che a volte si stenta a credere che esista.
Qualche lettore, o spettatore, avrà versato lacrime per le storie tristi che coinvolgono questi giovani: in Colpa delle stelle i due si conoscono a una riunione di giovani malati di cancro (l’ironia di Hazel Grace in questa parte del romanzo è la forza portante del racconto), si innamorano e poi uno dei due muore; in Bianca come il latte, rossa come il sangue, Silvia è cotta di Leo, a sua volta pazzo di Beatrice, la quale però muore. Se entrambe le storie scorrono verso finali tragici, il vero guaio è che il lettore medio intuisce il tutto ben prima di giungere alle pagine decisive. Insomma, alla fine si rimane parecchio delusi, poiché gli autori non sono riusciti a inventarsi qualcosa di meno banale.
Come nella serie televisiva E.R., dove i protagonisti si innamoravano solo di colleghi e tutte le relazioni extra-ospedaliere erano destinate al fallimento, leggendo Colpa delle stelle stupisce come Augustus continui a innamorarsi di persone malate: una relazione in cui non poter condividere completamente ciò che prova sarebbe infatti impossibile. Forse è solo un tentativo di proteggere l’altro, in fin dei conti Hazel Grace stessa gli dice di essere una bomba inesplosa. Leo invece non fa caso al rischio di “esplosione” di Bea, cerca di salvarla in tutti i modi e, benché piuttosto evidente già dopo poche pagine, si innamora di Silvia, guidato dalla stessa Bea.
Spinti dalla voglia di conoscere la prosecuzione del loro libro preferito, Hazel Grace e Augustus volano ad Amsterdam per incontrarne l’autore. Si direbbe quasi un invito a contattare John Green e Alessandro d’Avenia per sapere se le cure alternative di Hazel Grace continuano a funzionare e se Leo e Silvia stanno ancora insieme. In altre parole, come alla fine di ogni libro, si rimane con molte domande, in attesa di un seguito, con quella sensazione di incertezza dovuta al fatto che questo potrebbe non rispondere alle nostre questioni, aprendone invece delle altre.

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venerdì 28 aprile 2017