La ballata di Adam Henry

Uno dei romanzo più sorprendenti e riusciti di Ian McEwan

Mi spiace disturbarla così tardi, signor Giudice. – Non importa. Dimmi. – Abbiamo ricevuto una chiamata dal legale dell’ospedale Edith Cavell, nel distretto di Wandsworth. Devono trasfondere con urgenza un paziente oncologico, un ragazzo di diciassette anni. L’interessato e i genitori rifiutano il consenso. L’ospedale vorrebbe… – Perché rifiutano il consenso? – Testimoni di Geova, signor Giudice. – Sì. – Dall’ospedale vorrebbero l’autorizzazione a procedere contro la volontà. Fiona guardò l’ora. Le dieci e mezza appena passate. – Quanto tempo abbiamo?- Dicono che dopo mercoledì la situazione diventerà rischiosa. Molto rischiosa. Si guardò intorno. Jack era già uscito dalla stanza.

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Si dice che le parole che scrivono i giudici, al contrario di quelle dei romanzieri, hanno conseguenze reali sulla vita delle persone. Sarà per questo che Ian McEwan ha scelto un magistrato come protagonista del suo ultimo libro? Non possiamo saperlo.

Quel che è certo è che in un articolo apparso su La lettura  l’inserto culturale del Corriere della Sera – Ian McEwan ha rivelato di leggere un sacco di sentenze dei tribunali su internet. «Perché  sostiene  lì si possono trovare una miriade di storie straordinarie». Tuttavia, la vicenda che ha ispirato questo romanzo gli è venuta in mente in un altro modo, ossia dopo aver ascoltato con attenzione il racconto di Alan Ward, un suo amico giudice in pensione. A quanto pare, quest’ultimo, nel corso della carriera, si era trovato a che fare con un adolescente che era pronto a lasciarsi morire piuttosto che ricevere una trasfusione di sangue. Era un testimone di Geova (i testimoni di Geova non ammettono la trasfusione. .N.d.A.). Pertanto il magistrato aveva sospeso l’udienza e attraversato Londra in taxi per sedersi accanto al ragazzo in ospedale. Avevano passato assieme tre quarti d’ora e parlato di calcio. Poi aveva emesso la sentenza: il giovane doveva essere curato, anche se questo andava contro la sua volontà.

Non sempre ciò che è legale coincide con ciò che è giusto. E nel panorama dei protagonisti atei, razionalisti e giudiziosi dei tredici romanzi del 66enne Ian McEwan mancava solo un membro dell’Alta Corte Britannica. Ecco allora Fyona Maye, giudice quasi sessantenne in crisi coniugale col marito e prima donna de La ballata di Adam Henry (Einaudi), convinta di restituire «ragionevolezza a situazioni senza speranza«» nei casi affrontati. Sarà Fyona stessa, infatti, a decidere della sorte del ragazzo, che frattanto troverà anche il tempo di prendersi una bella cotta per lei.

I temi, se non si fosse capito, sono l’irrazionalità della religione e i suoi antidoti, la ragione e il diritto. Ma ciò è riduttivo, se si pensa al finale. Che evito di svelarvi.

Cultura
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martedì 3 ottobre 2017