Il Krav Maga

Il Krav Maga

Quando si parla di difesa personale o di mantenimento dell’incolumità, si pensa alla protezione del corpo da un’aggressione esterna: un malvivente, un maniaco, uno stupratore, un ladro.

L’aggressività e la violenza, però, possono presentarsi in forme diverse a livello psicologico, bloccando la mente, le emozioni e le reazioni in trappole da cui è difficile liberarsi.

In entrambi i casi è importante riconoscere il pericolo, essere consapevoli dei fattori capaci di turbare l’equilibrio psico-fisico e di reagire in modo semplice ed efficace, “disarmando” l’altro.

Una possibilità è fornita dal Krav Maga, una tecnica di combattimento nata in Israele nel 1940 ad opera di Imi Lichtenfeld, un ufficiale dell’esercito israeliano, esperto in tecniche di lotta occidentali, che prevede un’elevata componente offensiva: attaccare l’avversario prima di essere attaccati.

Il Krav Maga, fino a due decenni fa insegnato ai reparti speciali e operatori della sicurezza nazionale, fu aperto e riadattato a contesti civili, sviluppandosi anche in Italia a partire dal 1999.

La tecnica utilizzata è quella del “faccia a faccia”, con un approccio aggressivo e anticipatorio che non prevede nessuna protezione, ma solo strategia.

La filosofia è quella di sottrarsi allo scontro fuggendo, e quando questo non è possibile, “utilizzare la testa” per proteggersi, cercando un modo per uscire vivo dal conflitto.

La strategia introdotta dal Krav Maga insegna a sviluppare una mentalità difensiva che si rifiuta di essere vittima, e si riconosce attiva nell’individuare gli aspetti che ledono il proprio equilibrio mentale. Armati di maggiore fiducia in se stessi e nelle proprie capacità reattive di fronte ad eventi capaci di generare ansia e depressione, per riuscire a riconquistare il proprio spazio e la propria libertà attraverso un’adeguata gestione emozionale nelle situazioni critiche.

Cultura
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sabato 12 ottobre 2019