Giusto o sbagliato?

Storie di giustizia. Friedrich Dürrenmatt

Giusto o sbagliato?

Detective ubriachi, giganti, nani e vecchie miliardarie deformi.
I personaggi delle opere letterarie di Friedrich Dürrenmatt (scrittore, drammaturgo e pittore svizzero) sono spesso scettici dinanzi alla possibilità di arrivare alla giustizia attraverso i sentieri della Legge e le loro storie disegnano un mondo influenzato dal Caso.

Spät, in Giustizia, dopo l’assoluzione di Kohler, per evitare che la giustizia diventi «una farsa totale» si prepara ad attuare una giustizia criminosa, una coppia di ossimori che la legge di Mosè ─ occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido ─ non considera un reato.
«Ogni concezione della libertà deve dare conto, in qualche modo, di due condizioni fondamentali: deve cioè spiegare in quale senso all’agente si presentino possibilità d’azione alternative e come questi possa autodeterminare le proprie azioni.»

In La visita della vecchia signora, Claire Zachanassian torna al paese natale e dopo alcuni convenevoli promette di donare alla città un miliardo, ma ad una condizione.
«Vi do un miliardo, e in compenso […] Tutto si può comprare. L’umanità, signori miei, è fatta per le borse dei milionari; con il mio potere finanziario ci si può permettere un ordinamento del mondo.»

La promessa è invece la tragedia di un’intuizione geniale rovinata dall’imprevedibilità della vita.
«Con la logica ci si accosta soltanto parzialmente alla verità. Comunque lo ammetto che proprio noi della polizia siamo tenuti a procedere appunto logicamente, scientificamente; d’accordo: ma i fattori di disturbo che si intrufolano nel gioco sono così frequenti che troppo spesso sono unicamente la fortuna professionale e il caso a decidere a nostro favore. O in nostro sfavore.»

Il lettore è indotto a interrogarsi sul significato della giustizia umana, sulla relatività del concetto stesso di giustizia e sul senso del farsi giustizia da sé.

«Il particolare fascino del nostro giuoco consiste nel fatto che a chi vi partecipa comincia a venire la pelle d’oca. Il giuoco minaccia di divenire realtà. Ci si chiede all’improvviso se si è davvero un delinquente, […]» La panne. Una storia ancora possibile.

Cultura
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martedì 2 maggio 2017