Do you speak… dialetto?

Si parla spesso di competenze linguistiche, di quanto siano importanti e più o meno diffuse. Il pensiero corre subito agli idiomi stranieri, la cui conoscenza è ormai fondamentale per stare al passo con la globalizzazione. Ma in rapporto a tutto ciò, che ruolo rivestono di questi tempi i nostri vecchi dialetti?

Negli ultimi decenni l’uso dell’italiano si è consolidato grazie all’istruzione e ai mezzi di comunicazione. Secondo i più recenti dati Istat, risalenti al 2006, quasi la metà degli intervistati parla l’italiano ormai principalmente o esclusivamente, anche in contesti informali − come in famiglia e con gli amici. L’impiego esclusivo dei dialetti, invece, è nettamente diminuito e sopravvive soprattutto al Sud, nelle isole e nell’area del Nord-Est grazie alle persone più in là con gli anni. Sempre più giovani crescono senza parlarlo e quei pochi che lo conoscono lo usano raramente. Il dialetto viene percepito con una certa diffidenza, come un mezzo comunicativo fuori moda, sebbene risulti ormai superata la vecchia concezione che lo associava ai ceti più incolti.
Eppure, se ci si sofferma a riflettere, il dialetto è tutt’altro che âgée. Basti pensare a quanta vivacità e a quanto colore riesce a esprimere una battuta, un’espressione esclamata in una parlata locale; o alla complicità che è in grado di creare un discorso fatto con qualcuno che si rivolge a noi nell’idioma della regione da cui si proviene. La diminuzione dell’utilizzo nei vari contesti quotidiani viene in parte compensata dall’impiego che ancora se ne fa in alternanza alla lingua madre nazionale, magari ad integrazione di essa proprio per finalità espressive.

In un momento storico in cui lo stesso italiano sembra andare sempre più stretto, lo sforzo di salvaguardare e recuperare i dialetti potrebbe apparire anacronistico. Eppure non è così. Sottrarli alla corsa del tempo non significa affatto sacrificare la conoscenza e l’uso dell’idioma nazionale, o tantomeno l’apprendimento di quelli stranieri. Si pensi che la cultura passa anche attraverso la lingua, e preservare l’una significa fare lo stesso anche con l’altra. Mantenere vive le parlate locali, utilizzandole quando possibile nella quotidianità, può semplicemente voler dire non perdere le nostre radici e costituire un importante arricchimento della nostra cultura.

Cultura

I vostri commenti all'articolo

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  1. Anonimo

    Concordo in pieno con quanto detto nell’articolo (peraltro ben scritto).
    Purtroppo al giorno d’oggi ci sono molte giovani coppie che, pur parlandolo, non insegnano il dialetto ai loro figli… Un gran peccato!

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giovedì 27 aprile 2017