B-Movie, un’indecenza tutta italiana?

Quando, all’inizio degli anni Duemila, Quentin Tarantino dichiarò il suo amore per i film di serie B italiani degli anni Settanta, i notiziari diedero enorme risalto alle esternazioni del regista di Pulp Fiction e cercarono di riscoprire una tradizione cinematografica dimenticata dai più, ma che aveva sempre avuto uno zoccolo duro di appassionati.
Tarantino pose l’attenzione su un mondo sotterraneo composto da attori dalle doti teatrali non eccellenti e attricette da teatrino di provincia.
La storia del cinema italiano è sicuramente stata scritta da altri, ma i lungometraggi di registi visionari, come Lucio Fulci, Bruno Mattei e Ruggero Deodato, restano un piccolo patrimonio da conservare e osservare con curiosa ingenuità e senza pregiudizi per assaporarne appieno l’assurdo che li permea.

Sebbene alcuni abbiano raggiunto anche un ampio pubblico, i film di seconda scelta vengono considerati prodotti di nicchia per definizione grazie ad alcune loro peculiarità, come la scarsa qualità delle riprese e degli effetti speciali (quando previsti) ed uno spiccato gusto per il grottesco, rintracciabile in trame sconclusionate e personaggi a dir poco paradossali.
È esemplificativo il caso del film di Bruno Mattei, KZ9 – Lager di sterminio (1977). L’opera rientra nel filone “nazisploitation”, genere che mescola elementi erotici e ambientazioni naziste. Il primo elemento da considerare è la totale mancanza di rispetto nell’esaltazione e nella narrazione delle azioni dei nazisti. Ciò mette in risalto l’assurdità della storia reale che si mescola con le vicende altrettanto assurde narrate nel film. Il film ottenne recensioni perlopiù negative all’uscita nelle sale a causa di una produzione dozzinale e una trama inesistente. A riguardarlo, oggi, è impossibile non vivere un moto di fastidio, ma, allo stesso tempo, trovare anche dell’ironia più o meno velata nelle paradossali azioni dei nazisti del film. Azioni, in realtà, del tutto verosimili, considerato che alcuni avvenimenti storici hanno dimostrato di superare ampiamente la fantasia.

Sono molti gli appassionati di questo grande filone cinematografico che comprende commedie, horror, western, film erotici e polizieschi. Ecco, quindi, che molti si riuniscono in apposite convention più o meno frequentate, come il piccolo e riservato Banana Party che si svolge una volta all’anno in Veneto ed ha raggiunto la settima edizione. L’evento, a cui si partecipa unicamente su invito, prevede la visione non-stop per tre giorni di film trash e serie tv (come la nuovissima The Lady – L’amore sconosciuto diretta da Lory Del Santo). Il tutto si svolge in rigoroso silenzio, ma, alla fine delle proiezioni, è possibile liberare i propri commenti tra un bicchiere di birra e un morso ad una banana, l’unica vivanda contemplata.

Cultura
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mercoledì 4 ottobre 2017