Vent’anni di emergenze

«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Questa è Emergency.» Lella Costa trova nelle parole di Calvino una buona lezione e così racconta Emergency nella prima delle due serate di festeggiamento del ventesimo compleanno dell’Organizzazione non governativa fondata dal chirurgo di guerra Gino Strada e da sua moglie Teresa Sarti. Da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2014 il Forum di Assago di Milano ha ospitato il XIII Incontro Nazionale dei volontari dell’Associazione. Si è parlato di guerra e diritti. Delle guerre dimenticate e di quelle raccontate da tutti i media. Se ne è parlato con le voci di chi le vede e vive da vent’anni. Del fatto che in Iraq, Afganistan, Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana, così come in Italia, ci debba essere sanità per tutti. Di eccellenza e gratuita. Perché la salute è un diritto, non un privilegio. «Se si può guarire in Europa si deve guarire anche in Africa», tanto dalla malaria quanto da una cardiopatia. Dal primo intervento in Ruanda nel 1994, alle campagne per l’abolizione delle mine antiuomo, fino al programma per poveri e migranti in Italia, passando per Algeria, Angola, Palestina, Nicaragua, Libia, Siria. Si è parlato del fatto che «la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.» Così recitava, nel 1955, il Manifesto per il disarmo firmato da Bertrand Russell e Albert Einstein. Gino Strada non ama i giri di parole, è sempre molto diretto e preciso. Non gli piace la parola utopia e preferisce parlare di «progetto non ancora realizzato». Emergency è questo. Manifesta la sua solidarietà umana attraversando le grandi crisi mondiali e le piccole crisi interiori. Obiettivo quotidiano: fare bene il proprio lavoro. Emergency è fatta da medici, professionisti e 4000 volontari. È anche Paola Turci che decide di festeggiare i suoi 50 anni cantando una canzone per noi, per loro. Sono i lunghi applausi per chi se n’è andato durante questi vent’anni. È Fiorella Mannoia che scende dal palco cantando Cielo d’Irlanda e balla in mezzo al parterre di un palazzetto gremito. È la Premiata Forneria Marconi che con il suo rock progressivo chiude in bellezza mentre qualcuno corre a prendere l’ultima corsa della metropolitana. «Ci sono sempre dei fiori, per chi vuole vederli.» (Henri Matisse). Buon compleanno, Emergency.

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giovedì 5 ottobre 2017