«Investiamo gli zingari per strada»

«Zingaro ladro assassino». O, ancora più eloquente: «investiamo gli zingari per strada». Queste scritte grondanti buon senso e civiltà sono state esposte in via Battistini, a Roma, nel luogo in cui un minorenne ha investito e ucciso una persona, ferendone altre otto. La rabbia dei manifestanti accorsi sul luogo della tragedia non si è fermata alla pura parola scritta, accompagnando il sit-in di protesta con coloriti commenti, del tipo «damoje foco».

Di certo di fronte ad un tale fatto è difficile mantenere il sangue freddo: pensare che uno dei tuoi cari può essere investito in qualsiasi momento a bordo strada da una macchina impazzita, guidata da qualcuno che evidentemente il volante in mano non avrebbe assolutamente dovuto averlo, fa montare la rabbia. Pensare poi che la stessa persona, dopo aver atterrato come birilli una decina di innocenti, fugga semplicemente nella notte, non può certamente aiutare a mantenere i nervi saldi.

Da qui, l’esplosione di razzismo nei quartieri romani, quel razzismo a mezza voce che non aspetta altro che l’occasione giusta, o sbagliata, per venire urlato, meglio se sotto la protezione di sventolanti bandiere, in grado di giustificare e fare da ombrello alla più turpe xenofobia – se un Alberto da Giussano ti protegge, puoi dire qualsiasi cosa, anche sprofondare nel più nero e grottesco medioevo. Ma tutto questo è legittimato anche da chi con i movimenti xenofobi non ha nulla a che fare, ovvero da chi, riportando la ghiotta notizia sui giornali, non ha esitato un attimo nel titolare il tragico fatto con l’etnia degli investitori, indeciso tra rom e nomade. Non un semplice pirata della strada, e nemmeno un pirata minorenne. No: qui si parla di pirati della strada minorenni e rom. E allora, damoje foco, a tutti.

Resta però da domandarsi: se un cassiere della Coop di Nubicuculia stasera investisse un manipolo di persone, a Roma o a Narnia, cosa succederebbe? Probabilmente si organizzerebbero altri sit-in. Auspicabilmente, tutte le Coop sarebbero oggetto di lanci di svariati oggetti, dalle uova marce ai più concreti sampietrini. L’intera comunità di Nubicuculia, poi, sarebbe marchiata come covo di assassini, minacciata di incendio e di sgombero ruspante. O forse no. Forse i giornali titolerebbero semplicemente “Pirata falcia tot persone”, per poi riportare, ad indagini concluse, il titolo “Acciuffato il pirata Caio Sempronio”, con buona pace di tutti i cassieri delle Coop e degli abitanti di Nubicuculia, sia di quelli buoni, sia di quelli cattivi.

Le persone che hanno falciato orribilmente degli innocenti vivono in un campo rom? Ebbene diciamolo: per completezza di cronaca, per descrivere i fatti. Magari anche per delineare il quadro di degrado nel quale questi «zingari ladri assassini» sono cresciuti. Ma non diciamo che un rom ha investito qualcuno in quanto rom. Proprio perché nessuno ha detto, qualche settimana fa, che un manager di Vedano al Lambro ha investito un quindicenne in quanto manager, o in quanto vedanese.

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mercoledì 4 ottobre 2017