Natale con i tuoi

Dimmi come viaggi e ti dirò chi sei

Natale con i tuoi

Gli storiografi contemporanei collocano l’origine dell’usanza natalizia di andare a trovare i genitori ai tempi di Giuseppe e Maria. Secondo fonti vicine alla coppia, pare che i due non stessero andando a Betlemme per il censimento, ma per far visita all’anziana madre di Giuseppe, la quale avrebbe scritto al figlio che “visto che hai messo incinta ‘sta ragazzetta, almeno potresti degnarti di farla conoscere a mamma tua che ti vuole tanto bene”.

Duemila anni più tardi, gli italici genitori continuano a reclamare la presenza della prole nei giorni di festa. E così una fiumana di individui intasa ogni anno aeroporti, ferrovie, autostrade, in quella che può a tutti gli effetti considerarsi una moderna migrazione stagionale verso le calde terre natie. Ma la scelta del mezzo di locomozione, che potrebbe sembrare dettata dalla sola convenienza economica, in realtà si presta a svariate elucubrazioni sulla personalità di chi la compie.

Il viaggiatore da aereo è uno che ottempera agli obblighi familiari con lo stesso entusiasmo con cui si farebbe cavare un dente: sa che la famiglia lo reclama e non può sottrarvisi, ma è determinato a non lasciarsi sopraffare dall’amore parentale. Viaggia col solo bagaglio a mano, compra i regali al duty free (il nipotino tre-enne si godrà la stecca di sigarette quando sarà più grande) e prenota il rientro per il 26 dicembre, trincerandosi dietro la frase “Mamma, è l’unico giorno ad un prezzo conveniente”. Alla mezzanotte del 24 lo si trova immancabilmente su un seggiolino del settore partenze mentre guarda assente il monitor e si chiede se con 2 ore di ritardo avrà diritto al rimborso.

Il viaggiatore da auto è un individualista: diffida dell’affidabilità dei mezzi di trasporto collettivi ed elabora piani machiavellici per superare incolume il traffico dell’esodo. Sintonizza l’autoradio su Isoradio da novembre, organizza simulazioni di partenza notturna con i suoi sventurati compagni di viaggio, incastra le valigie nel bagagliaio con precisione da giocatore di Tetris. Il suo pranzo di Natale consiste in una Rustichella all’autogrill di Barberino del Mugello, dove compra il cd di Eros Ramazzotti per la cognata metallara e la targa decorativa “L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza” per sua suocera.

Il viaggiatore da treno è uno che ne ha viste troppe per illudersi ancora di poter gestire l’entropia delle festività, cui si rassegna con stoicismo: va in stazione con largo anticipo; spiega con pazienza all’anziano signore che, sì, quel posto è già prenotato, e, no, questa non è la carrozza 4; sistema sulla cappelliera tutti i bagagli della matricola fuorisede. E’ l’unico che riesce a trascorrere la vigilia in famiglia, dove gioca a tombola, mangia il pandoro, ascolta i racconti di guerra del nonno… mentre piano piano si insinua nella sua mente l’idea di viaggiare, l’anno successivo, in aereo o in auto.

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venerdì 6 ottobre 2017