Il ritorno della Tigre

A metà ottobre scorso, in occasione del Festival dello Sport di Trento, Federica Brignone ammetteva che non era scontato potesse tornare a camminare dopo la rottura di tibia e perone e del legamento crociato. E a chi le chiedeva se sarebbe stata in grado di prendere il via ai Giochi olimpici di casa, che sarebbero cominciati di lì a quattro mesi, la risposta era un’alzata di spalle: “Vediamo passo dopo passo. Non lo sappiamo ancora”. Anche perché la prima sciata dopo il terribile infortunio di aprile sarebbe arrivata solamente a fine novembre. Alla fine, stringendo i denti, la Tigre è arrivata a Milano-Cortina. E il suo ruggito ha riempito ogni anfratto dell’Olimpia delle Tofane, la pista su cui poche ore fa ha vinto inaspettatamente l’oro olimpico.
Inaspettatamente per due motivi. Il primo è lapalissiano: se ad aprile rischi di perdere una gamba, potrai anche contare sulla equipe medica migliore del mondo, ma le chance di vederti gareggiare dopo appena dieci mesi dall’infortunio sono infinitesimali. Il secondo motivo riguarda la specialità di sci alpino per la quale venivano assegnate le medaglie: il supergigante. Ora, una Federica Brignone in massima forma sa dire la propria anche nel super-G. Ma la gara – la gara – della campionessa italiana è il gigante. Dopo il buon decimo posto nella discesa libera, ci si poteva aspettare un miglioramento oggi e poi l’acuto nello slalom gigante. Invece l’acuto è già arrivato, e potrebbe non essere l’unico.
Cercare di rendere a parole il senso di questa medaglia è impossibile, così come raccogliere le emozioni provate nel vedere Federica Brignone al cancelletto di partenza questa mattina. Non puoi che innamorarti dello sport dopo una giornata del genere. Molti hanno scherzato con il nome della sciatrice italiana: oggi ci voleva proprio un “atto di fede” per rendere possibile l’impossibile. Forse sì. Ma è un atto di fede costruito con il dolore e la fatica, guadagnato con il sudore. “Dai e ti sarà dato”, visto che di fede si parla. Federica Brignone ha dato tantissimo, quasi tutto. Nel momento di massima gloria, dopo aver vinto la Coppa del mondo generale con dieci vittorie e ben sedici podi in totale, è stata scaraventata nell’oblio di un infortunio che poteva compromettere la vita, non solo la carriera. Ci vuole un’abnegazione sovrumana per risalire la china e rimettersi gli sci ai piedi. Sapevamo già di avere a che fare con una campionessa. Ma Federica Brignone ha voluto mostrarcelo una volta di più.
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lunedì 16 Febbraio 2026